I capigruppo Calabrò, Isaja, Sauta, Caprì e Gennaro: «Il sindaco dimostra il disprezzo del nostro ruolo. I consiglieri comunali non sono ignavi, l’accidia dimora in altre stanze del palazzo»
“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Si affidano addirittura ai versi di Dante Alighieri i capigruppo in consiglio comunale del centrosinistra che con una nota tornano, oggi, a parlare del caso Scoglio ma soprattutto della mancata partecipazione al dibattito del sindaco Giuseppe Buzzanca. «Sembra essersi ispirato al celeberrimo versetto dantesco – scrivono Felice Calabrò, Gaetano Isaja, Elio Sauta, Giorgio Caprì e Gaetano Gennaro – il sindaco della città di Messina rispetto all’atteggiamento assunto nei confronti del Civico Consesso, reo di averlo reiteratamente invitato ad intervenire in aula al fine di rappresentare le determinazioni che l’Amministrazione intendeva adottare in ordine alla vicenda politico/giudiziaria concernente l’assessore Gianfranco Scoglio, e più specificatamente il conflitto d’interessi appalesato dall’avviso di garanzia levato nei confronti di quest’ultimo».
Affermano i consiglieri che «il sindaco, da par suo, invece, ha ritenuto più opportuno sottrarsi al confronto politico, denotando, evidentemente, una totale assenza di rispetto per l’Istituzione di cui i sottoscritti hanno l’onore di far parte. Più volte, invero, il primo cittadino ha dichiarato di non ritenere produttivo il dibattito consiliare sulla vicenda de quo, e che, peraltro, non sarebbe intervenuto all’eventuale seduta consiliare per il dovuto rispetto delle indagini in corso. Preliminarmente, occorre ribadire la totale fiducia da noi riposta nella magistratura, nonché l’assoluta estraneità in capo agli stessi di qualsiasi volontà e/o velleità di sostituirsi all’Autorità preposta, e men che mai nessuno dei sottoscritti ha voluto, vuole e/o vorrà, attraverso l’esercizio del proprio mandato, interferire ovvero ostacolare le indagini, qualunque esse siano. Abbiamo ben chiare, caro sindaco, le norme che regolano la distribuzione dei poteri nel nostro Ordinamento, nonché, abbiamo ulteriormente chiare e vive, le regole, scritte e non, che disciplinano i rapporti tra Istituzioni, regole, queste ultime, che pare Lei abbia dimenticato o non conoscere abbastanza bene».
«Nel merito – aggiungono – riteniamo che il dott. Buzzanca, sottraendosi al confronto d’aula, su un tema, peraltro, così importante per la collettività – quale, ovviamente in termini generici, il rispetto della res publica, l’onestà, la trasparenza e la lealtà, valori che dovrebbero contraddistinguere l’operato dei buoni amministratori -, ha manifestato il proprio disprezzo del ruolo da noi ricoperto, non riconoscendo, finanche, alcuna dignità ai consiglieri di maggioranza che più volte hanno invocato il suo intervento. Tale atteggiamento, chiaramente, risponde a logiche antidemocratiche postfasciste che ancora, nonostante la confluenza al nuovo soggetto politico (Popolo delle Libertà), evidentemente influenzano, noi riteniamo negativamente, il modus agendi dell’On. Buzzanca. Ribadiamo ancora una volta, qualora ve ne fosse bisogno, che il Consiglio Comunale è organo pienamente legittimato ad attenzionare tutti i temi d’interesse per la città di Messina, e non soltanto quindi, come pare pretenderebbero alcuni, quando tratta e/o approva atti favorevoli all’amministrazione».
«L’assemblea cittadina – concludono Calabrò, Isaja, Sauta, Caprì e Gennaro – con il dibattito de quo, riteniamo, abbia dato un segnale inequivocabile alla città, un segnale di fiducia, e ciò è stato possibile grazie a tutti gli intervenuti, senza distinzione di casacca, perché tutti i consiglieri vi hanno partecipato con passione nell’esercizio del proprio mandato elettorale, che, rammentiamo, non ha vincoli. Dispiace, dunque, che i consiglieri di maggioranza i quali, con grande coraggio ed altrettanta intensa onestà intellettuale, hanno assunto una posizione diametralmente opposta rispetto a quella del capo dell’amministrazione, esitando favorevolmente la richiesta di revoca delle deleghe assessoriali conferite all’avv. Scoglio, siano stati tacciati come irresponsabili. Ciò detto, è doveroso sottolineare, infine, che i rappresentanti eletti dai cittadini messinesi non sono degli ignavi, tutt’altro, l’accidia, infatti, dimora in altre stanze del palazzo».
(foto Dino Sturiale)

