Scarcerati i due fratelli accusati dell'assalto al bar la scorsa estate. La loro versione
MESSINA – Si aprono le porte del carcere di Gazzi per A. e G. M., arrestati per la rapina al bar di Rometta dello scorso 13 marzo. Lo ha deciso il giudice Ornella Pastore che, accogliendo la richiesta dell’avvocato Giovanni Caroè, ha concesso loro i domiciliari. L’interrogatorio di garanzia dei fratelli ha infatti fatto sorgere molti dubbi al giudice per le indagini preliminari. Il 48enne ed il 46enne si sono professati strenuamente innocenti: non sono loro quelli inquadrati dalle immagini di video sorveglianza della zona, analizzati dagli investigatori.
La loro versione
Accompagnati dal difensore, i fratelli si sono difesi discolpandosi, soprattutto quello considerato l’autore della rapina, immortalato dalle telecamere in pantaloncini e maglietta. Lui, però, è ricoperto di tatuaggi, che ha mostrato al giudice.
Il pubblico ministero non gli crede, si era perciò detto contrario alla scarcerazione. Ma per il Gip Pastore i domiciliari garantiscono comunque le esigenze cautelari, mentre va alla verifica la loro versione, con ulteriori approfondimenti delle indagini.
La rapina
La rapina risale alla scorsa estate: qualcuno, armato e col volto coperto, ha fatto irruzione in un bar del centro di Rometta Marea, strappando una collana ad uno dei presenti, prima di fuggire grazie alla complicità del “palo” che attendeva fuori dal locale su un’auto.
