Il giorno più triste di Scaletta: commemorate le 37 vittime dell'alluvione

Il giorno più triste di Scaletta: commemorate le 37 vittime dell’alluvione

Il giorno più triste di Scaletta: commemorate le 37 vittime dell’alluvione

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martedì 02 Ottobre 2018 - 05:14

La Messa e un corteo sino a Foraggine, il luogo simbolo della tragedia. Il sindaco Moschella: "Devo dire grazie a voi cittadini, alla vostra pazienza e alla vostra ostinazione nel non abbandonare questo paese. Scaletta grazie a voi è tornata a vivere"

SCALETTA ZANCLEA. La Santa Messa e un breve corteo sino a Foraggine, il “Ground zero” della tragica alluvione che l’1 ottobre del 2009 sconvolse Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolia e Molino, seminando distruzione e morte. Sedici delle 37 vittime hanno perso la vita a Scaletta Zanclea. La comunità jonica li ha commemorati tutti, scandendo ogni singolo nome, nel corso di una cerimonia semplice ma densa di significato nel giorno dell’anniversario. Un anniversario di morte e dolore.

La Celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco Jean Claude Kunangidi e concelebrata da padre Salvatore Alessandrà, cappellano del carcere di Gazzi e già parroco di Scaletta. C’era anche il diacono Giuseppe Giannetto. Padre j Claude durante l’omelia ha sottolineato l’importanza di una comunità unità.

Al termine della funzione, un corteo silenzioso con in testa il sindaco Gianfranco Moschella ha percorso poche decine di metri di via Roma, la Statale 114, fino al torrente Foraggine, dove vi fu il maggior numero di vittime. Qui il primo cittadino ha deposto una corona di alloro sul luogo dove sorgeva l’abitazione di Carmela Cacciola, che perse la vita quel pomeriggio, prima di alcuni minuti di raccoglimento in preghiera, a cui hanno partecipato numerosi cittadini, amministratori locali e rappresentanti della Protezione civile comunale.

Presenti anche il maresciallo Martina Sturiale, vicecomandante della stazione dei carabinieri e il comandante della Polizia municipale Letterio Alì. Una commemorazione che ha fatto rivivere quei tragici momenti e quel disastro rimasto ancora senza colpevoli, visto che nel processo aperto dopo l’alluvione sono stati assolti in secondo grado gli ex sindaci di Messina e Scaletta, Giuseppe Buzzanca e Mario Briguglio, ritenuti esenti da responsabilità.

“Le parole non riescono a esprimere quello che in questo momento il mio animo e anche il vostro prova – ha esordito il sindaco in contrada Foraggine – sono passati nove lunghi anni e quel pomeriggio è ancora fortemente scolpito nei nostri cuori e nelle nostre menti. Il 1° ottobre è la pagina più triste della nostra comunità, è il giorno del ricordo dei nostri concittadini, dei nostri amici che non ci sono più e per non dimenticare gli effetti devastanti di quella tragica notte. A distanza di anni lo scenario è sicuramente modificato, adesso il paese è più sicuro, tante opere di messa in sicurezza sono state fatte, altre sono in itinere, altre cominceranno a breve, però ritengo – incalza il sindaco Moschella – che con quest’opera di prevenzione e previsione non dobbiamo mai smettere, non dobbiamo mai abbassare la guardia e farci trovare impreparati. Con gesti semplici, condivisi, nel cercare di alimentare in ciascuno di noi la cultura del rispetto della natura, senza mai sfidarla e la cultura del rischio idrogeologico. Ritengo che i momenti più bui siano già passati, siano alle spalle, nonostante le quotidiane difficoltà e per questo devo dire grazie a voi cittadini, alla vostra pazienza e alla vostra ostinazione nel non abbandonare questo paese – ha rimarcato Moschella –. Scaletta grazie a voi è tornata a vivere.

Ripeto ciò che ho detto in occasione dell’inaugurazione del Polivalente: l’acre odore del fango lascia il posto al profumo, alla freschezza e alla gioia dei nostri ragazzi, che con fiducia e speranza guardano a un futuro migliore per la nostra comunità. Vi esorto a continuare a collaborare tra di voi, nelle famiglie, con le associazioni, la parrocchia e il Comune: questo mosaico di collaborazioni è la vera ricchezza per la comunità e sono convinto che in questo clima solidale che ha rappresentato la nostra energia positiva e ci ha permesso di superare i momenti difficili senza separazioni e divisioni – ha concluso Gianfranco Moschella –. Ci aiuterà l’aiuto della nostra Patrona a superare i momenti difficili che in futuro si presenteranno ma che ci fanno guardare con fiducia e speranza a un futuro migliore da vivere a Scaletta con i nostri figli e con i nostri nipoti”.

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