Elezioni 2026, Basile: "Il mio progetto per Messina" VIDEO

Elezioni 2026, Basile: “Il mio progetto per Messina” VIDEO

Marco Olivieri

Elezioni 2026, Basile: “Il mio progetto per Messina” VIDEO

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lunedì 04 Maggio 2026 - 07:00

L'ex sindaco esprime in sintesi il senso della sua ricandidatura per Sud chiama Nord. "Tra affaccio al mare e innovazione tecnologica"

di Marco Olivieri, riprese e montaggio di Silvia De Domenico

MESSINA – “Il mio progetto per Messina”. Domandiamo ai candidati sindaci di esprimere in estrema sintesi il senso del loro progetto. Partiamo con l’ex primo cittadino e ora ricandidato, per Sud chiama Nord, Federico Basile.

“L’obiettivo è quello di mantenere quella continuità amministrativa che deve portare sviluppo e strategia. E il recupero del rapporto con il mare. Il mio è un ragionamento legato non solo alle infrastrutture ma pure alle possibilità d’investimento in una zona che è già in fase di sviluppo. Pensiamo al Piano integrato di ambito urbano, alla portualità, alla tecnologia, con un pensiero ai giovani. Il tutto per avviare un laboratorio che consenta di creare un futuro per Messina con Accademia del mare, innovazione tecnologica e cultura”, mette in evidenza Basile.

“Una Messina diversa: affaccio al mare e nuova viabilità in via Don Blasco”

Come ha sottolineato in più occasioni, per l’ex sindaco, “il Piano urbano integrato è uno strumento di pianificazione che immagina in maniera chiara una Messina diversa: dal Cavalcavia alla zona di Gazzi. E lì potrà inserirsi l’imprenditore che deve investire. Quella zona diventerà appetibile sul piano imprenditoriale, con le opere che stiamo realizzando all’ex Macello e lo spostamento del progetto I-Hub in un’area ex ferroviaria di via Santa Cecilia. Dal Cavalcavia al sottopasso di via Santa Cecilia, lì il mare non è inibito dalla ferrovia. Affaccio al mare e nuova viabilità, in collegamento con la via Don Blasco, offriranno grandi opportunità”.

In primo piano la terrazza panoramica: un’infrastruttura urbana concepita come un grande belvedere affacciato sullo Stretto di Messina e finanziata con 25 milioni di euro attraverso il Pon Metro Plus 2021–2027. “Tutti gli investimenti che abbiamo fatto e che abbiamo in corso sono infrastrutturali. Riguardano l’attrattività di una città che oggi nel comparto turistico, economico, culturale, deve fare la differenza”, tiene a ribadire Basile.

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5 commenti

  1. Lasciami indovinare… dimettersi tra 4 anni per l’amore della città di Messina ?
    😂

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  2. Buongiorno, vediamo quando finirà tutta questa farsa generata dal magico pifferaio alias De Luca 😂😂😂😂 speriamo presto

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  3. Franco Fabiano 4 Maggio 2026 10:37

    “Il mio progetto per Messina” Lei signor Basile, non ha mai avuto progetti per Messina. I progetti li ha avuti e continua ad averli il suo principale, il SUPREMO De Luca. Progetti no per Messina, ma solo per interessi personali. Rifletta prima di fare certe affermazioni… il rischio è di fare magre figure, come in questo caso!

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  4. Ma Cateno è daccordo?

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  5. La deriva personalistica in campagna elettorale contagia tutti i followers e candidati di SCN e nasconde l’assenza di veri progetti politici. Questa ossessione personalistica che ha pervaso – e non da ora – la politica messinese non è spiegabile soltanto con un’ubriacatura da deriva populista che ha contagiato anche chi si ritiene astemio, (PROFETA!!!) né è soltanto un espediente mediatico, la cui efficacia è tutta da misurare. È invece la risultante per sottrazione dello smarrimento del senso di concretezza. Il vuoto di classe dirigente, di analisi e capacità propositiva, riduce tutto a una contesa emotiva in cui non contano i fatti, che anzi finiscono relegati su un fondale nebbioso quasi disegnato dalla matita confusa di un autore smemorato. Conta il nome e non la cosa. E così il voto è un atto, quasi di fede, un esercizio dogmatico di remissione . IL PROFETA che misurano il carisma con il metro del plauso servile cavalca l’onda. Sicuro che più si insiste sul nome, meno ci si deve impegnare sul senso delle cose. E la propaganda fa il resto, amplificando una distorsione in cui l autoproclamato leader sgomita nell’agone proiettandosi come protagonista, catapultato al centro della scena per una battuta a effetto, uno stratagemma da capocomico, una trovata triviale da avanspettacolo, una contumelia o ingiuria prima e dopo dei pasti. Si diceva del contagio. E non si spiegherebbe altrimenti la scelta di far trainare le liste da un unico capo – padrone. Il tempo della capocrazia MESSINESE. Si vanifica così lo spirito di un sistema elettorale in cui l’indicazione della preferenza affida all’elettore la scelta del proprio rappresentante. Un’elusione della norma che la dice lunga anche sul senso per le istituzioni. Compare così il generale da best seller che spara in aria corbellerie alla velocità di un M16 e poi corre a scusarsi per averla detta e fatta grossa. Nella reciprocità di (im)perdibili produzioni letterarie, il PROFETA & PUPPY, se ne vanno in giro appaiati in una campagna elettorale che è a metà tra il tour di cantanti dal successo effimero e il circuito di wrestler bolliti.
    Di qui alla fine di maggio saremo sommersi di annunci. Sulle piste ciclabili, sulle telecamere a riconoscimento facciale ad ogni dove piantate, sul lavoro e le strabilianti sorti riservateci dai fondi europei . La realtà che ostinatamente si fa largo ci ricorda che cresce un’occupazione fittizia ma senza qualità dei servizi, anzi sempre più scadenti ed onerosi per le tasche dei soliti polli, i bonus sono poco più che una promessa e i diritti delle categorie precarie e deboli ulteriormente minacciati. Quanto al salvifico apporto dei soldi da Bruxelles siamo al disastro. L’apparato burocratico è inceppato, si traccheggia spostando poste di qua e di là, le prese per i fo…… si moltiplicano. Ma, poi, basta un nome. Come musica (e il resto scompare).

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