Tra social e veleni, che cosa resterà di questa campagna elettorale a Messina?

Tra social e veleni, che cosa resterà di questa campagna elettorale a Messina?

Marco Olivieri

Tra social e veleni, che cosa resterà di questa campagna elettorale a Messina?

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venerdì 22 Maggio 2026 - 16:04

Poca politica e molto "curtigghiu"? Dopo i comizi finali, arriverà il silenzio da mezzanotte. Canzoni, feroci scontri, post infuocati, foto ritoccate e video andranno in archivio

MESSINA – “Ecco, la musica è finita/ Gli amici se ne vanno/ Che inutile serata…”. Sì, sta finendo. La campagna elettorale si chiude oggi con i comizi finali di quattro candidati sindaci su cinque. E poi da mezzanotte il silenzio. Si spera. Il silenzio prima del voto 24 e 25 maggio. Ma che campagna elettorale è stata? E cosa rimarrà, sul piano delle emozioni, di questa contesa o “sciarra” all’ultimo voto?

Canzoni, situation commedy, video e tanti scontri social

I social l’hanno fatta da padroni. Canzoni, feroci scontri personali, post infuocati, dirette Facebook, foto ritoccate e video hanno dominato, con molti veleni. A prevalere, oltre ad alcuni più o meno esilaranti siparietti, sono stati gli attacchi personali. Contrasti che spesso attengono all’ambito degli interessi e delle antipatie/simpatie, piuttosto che alla sfera prettamente politica. In generale, poca politica e molto “curtigghiu” (pettegolezzo), insomma.

Cosa ci mancherà di più? Il buongiorno con granita e brioche di Basile, le dirette mattutine di De Luca in pigiama o il tormentone di Scurria “Qui Marcello”, con il “Qui Matilde” (Siracusano) e “Qui Carlotta” (Previti)? Le gag tra Antonella Russo e Alessandro Russo (“non risponde mai al telefono”), l’impegno anche social di Sciacca o i video di Valvieri?

Il tutto sempre preferibile ai livori e alle battute al vetriolo tra avversari/nemici e loro supporter. Da questo punto di vista non rimpiangeremo la campagna elettorale. E, per terminare con una nota leggera, da non dimenticare lo scontro canoro De Luca/Scurria. Al classico “Terra d’amuri” del “poeta” e “menestrello” De Luca, sostenitore di Basile – “Sicilia mia, Terra d’amuri, di suli e di mari, si giri ‘u munnu tu nun na trovi/ Sta terra ricca di ciuri e d’aranci, cu veni ca nun sa po scurdari” – ha risposto il candidato sindaco del centrodestra. Così il tormentone “Qui Marcello” è diventato anche una canzone: “Vogliamo fatti e non parole, in men che non si dica lui arriverà e tutti i problemi risolverà/ Quindi dillo a Marcello/ Dillo a Marcello/ Dillo a Marcello”.

Da mezzanotte che prevalga il silenzio.

Buon voto a tutti.

Foto del Municipio dalla pagina Fb del Comune di Messina.

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3 commenti

  1. Messina ha perso una buona occasione.
    Non vincerá il migliore….vincerá il “meno peggio. ”
    Tra qualche anno se ne ri-parla.

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  2. Cittadino Attento 22 Maggio 2026 17:22

    Nauseato da tutti i candidati, più in basso di così non si poteva immaginare. E uno di loro dovrebbe diventare Sindaco di Messina? Mi ripugna solo il pensiero, si dovrebbero vergognare.

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  3. Enrico Librino 22 Maggio 2026 21:39

    Rimane “u curtigghiu” di una città con 220.000 abitanti della ottava economia mondiale.
    Avete sentito, non da ora, negli ultimi decenni qualche politico messinese promettere l’insediamento di una grande azienda privata?
    Cosa propongono i vari candidati?
    PIAU, PUMS, PUG……., tutte sigle che significano una sola cosa: dipendenza (quasi) assoluta dai finanziamenti pubblici.
    Cosa produciamo a Messina? Cosa esportiamo?
    Bastano i dolci?
    Turismo tutto l’anno sulla riviera! Pacchetti speciali, terapie di relax e bellezza…..
    Con le fogne che sboccano a mare?
    Coi parcheggi protetti dai massi?
    Ma chi ha queste visioni è mai stato sul lago di Como? A Sorrento? Amalfi? Capri?
    Ammesso che Messina si tiri a lucido (le smart con quelle meravigliose litanie neomelodiche a 90 dB dove le mettiamo?) è risaputo che il turismo non crea un grande valore aggiunto.
    Un paio di aziende HT, nei settori chiave del futuro generano molta più ricchezza di 1000 beauty relax e simili e contribuiscono allo sviluppo socioculturale e intellettivo di una società, quella messinese, adatta più a un borgo baronale ottocentesco che a una città del XXI secolo, viva, dinamica e fiduciosa.

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