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Caso Antoci, riconoscimenti agli uomini della scorta

Alessandra Serio

Caso Antoci, riconoscimenti agli uomini della scorta

mercoledì 29 Gennaio 2020 - 17:23
Caso Antoci, riconoscimenti agli uomini della scorta

Promossi gli agenti che erano col presidente del Parco, la notte del 18 maggio 2016. Il Silp Cgil: riconoscimento tardivo, soprattutto per Granata

Accogliamo con estremo piacere che è andata a buon fine la proposta per la promozione al grado superiore per il personale della Polizia di Stato che la notte tra il 17 ed il 18 maggio 2016 ha sventato l’attentato al dottor Antoci. Un riconoscimento tardivo ma doveroso nei confronti di coloro che, nonostante le condizioni di tempo e di luogo fossero tutte a sfavore, riuscivano a mettere in salvo l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi.

Così il segretario della Silp Cgil Messina, Salvatore Vinci, commenta il riconoscimento attribuito al commissario Daniele Manganaro e agli agenti Tiziano Granata, Sebastiano Proto, Salvatore Santostefano, insigniti della ricompensa al merito civile e promossi per merito straordinario.

Tardivo soprattutto per l’ex Dirigente sindacale Tiziano Granata, che purtroppo non potrà ricevere il premio perché inaspettatamente deceduto il 28 febbraio 2018.

Quella notte Tiziano guidava l’autovettura con a bordo il Dirigente del Commissariato di P.S. di Sant’Agata di Militello ed è stato lui insieme al dottor Manganaro ad intervenire contro gli attentatori a supporto del personale di scorta.

A distanza di tre anni ed otto mesi dall’attentato – continua la nota del sindacato – il riconoscimento premiale ristabilisce una verità che però è stata messa in dubbio dalla Commissione Regionale Antimafia la quale attraverso la relazione conclusiva proprio sull’attentato al dottor Giuseppe Antoci, ha rappresentato una serie di congetture prive di ogni fondamento sulla ricostruzione dell’evento che si contrappongono al lavoro svolto dalla Polizia di Stato e della Magistratura gettando ingiustamente un’alea negativa sull’intera attività di indagine.

Illazioni, quelle della Commissione Regionale Antimafia, che sono state poi reiterate per bocca del suo presidente, Claudio Fava e dai consulenti, in occasione della conferenza stampa dell’8 ottobre 2019, nella quale gli stessi, nell’avvalorare la tesi secondo la quale il fallito attentato non fosse di matrice mafiosa con intenzioni stragiste ma tutt’al più potesse essere un atto dimostrativo, si spingevano ad affermare che l’ipotesi più accreditata sarebbe stata quella della messinscena e che, qualora fosse stata accertata tale ipotesi, la responsabilità sarebbe andata in capo a coloro che erano presenti sul luogo dell’attentato ovvero i quattro poliziotti.

Una conclusione, che noi del SILP-CGIL di Messina riteniamo inaccettabile e Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia Cgil Segreteria Provinciale di Messina valutiamo il lavoro della Commissione Regionale Antimafia pessimo e strumentale ad incomprensibili e squallide logiche politiche. Questo organismo regionale evidentemente non è in grado di valutare le situazioni e rendersi conto di ciò che accade realmente nell’area dei Nebrodi a partire dagli interessi illeciti di Cosa Nostra che sono stati messi in gioco grazie al protocollo di legalità fortemente voluto dal dottor Giuseppe Antoci.

La recente operazione dell’arma dei Carabinieri nell’ambito della mafia dei Nebrodi restituisce un dato concreto anche se spesso sottovalutato sugli affari criminali che gravano su quel territorio

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