Elezioni regionali. L’apertura del Pd a Cateno De Luca e le resistenze dem a Messina

Elezioni regionali. L’apertura del Pd a Cateno De Luca e le resistenze dem a Messina

Pippo Trimarchi

Elezioni regionali. L’apertura del Pd a Cateno De Luca e le resistenze dem a Messina

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sabato 09 Maggio 2026 - 14:10

Il punto di vista. Per Catanzaro, capogruppo Pd all’Ars, bisogna evitare le divisioni del 2022 e dialogare con Sud Chiama Nord. Ma a Messina non la pensano così

di Pippo Trimarchi

Nella giornata di giovedì 7 maggio, nel corso dell’incontro organizzato dalla corrente “Energia popolare” che fa capo all’europarlamentare del Pd Stefano Bonaccini si è registrata l’ennesima apertura a Cateno De Luca e al suo movimento civico Sud Chiama Nord in vista delle prossime elezioni regionali siciliane. Lo riferisce il quotidiano La Sicilia in un articolo firmato da Accursio Sabella. Michele Catanzaro, capogruppo all’ARS del Partito Democratico, davanti a una platea in cui era presente gran parte del gruppo parlamentare regionale, ha detto chiaramente: “Nel 2022 abbiamo avuto tre candidature nell’area opposta al centrodestra. Una divisione che non ha permesso una battaglia unitaria e quindi ha portato a una sconfitta. Non possiamo escludere adesso – ha aggiunto – un’apertura a Cateno De Luca. Se vogliamo essere davvero alternativi al centrodestra, servono tutte le energie”.

Michele Catanzaro a Caltagirone

Una posizione importante che fa seguito a quella già manifestata a gennaio scorso dallo stesso Michele Catanzaro in occasione dell’evento organizzato dal Centro Studi Ti Amo Sicilia a Caltagirone: “Da capogruppo del Partito Democratico sono qui per tendere la mano e lavorare alla costruzione di un’alternativa. Dobbiamo dire con chiarezza come immaginiamo la Sicilia e ribadire che siamo alternativi a questo governo regionale.” Parole che hanno fatto saltare sulla sedia il segretario provinciale del PD Armando Hyerace fiero oppositore di qualunque ipotesi di accordo col suo nemico giurato Cateno De Luca.

Hyerace: “Con De Luca nulla in comune”. Ma è davvero così?

Col leader politico di Sud Chiama Nord il responsabile messinese del PD sostiene che non ci sia nulla in comune sotto il profilo valoriale e su quello politico-programmatico. In verità è proprio questo che rende fragile di argomenti la posizione politica di Hyerace. Solo se si ragiona di pancia si può negare che dal punto di vista non solo degli intenti ma soprattutto delle realizzazioni effettive ci sia affinità tra un partito di Centrosinistra come il PD e l’azione amministrativa condotta a Messina da De Luca prima e Basile poi. Anche la visione che sottende alle scelte compiute in continuità e condivisione dai due esponenti politici rispecchia un’idealità che è possibile individuare nelle prese di posizione dell’attuale dirigenza nazionale del PD e dei suoi alleati. Un’idealità alla quale si ispirano peraltro tutti i sindaci PD italiani.

L’ispirazione progressista di De Luca e Basile

La connotazione progressista delle azioni condotte dagli ultimi due primi cittadini di Messina si evince dall’attenzione verso i più deboli, esercitata attraverso Messina Social City. Dalle occasioni di lavoro create con le migliaia di assunzioni tramite concorso pubblico. Dalla concezione della mobilità centrata sulle persone e non più sulle macchine, con l’Atm che assicura un servizio all’altezza delle città italiane più evolute. Che dire, poi, della vera e propria svolta sulle tematiche ambientali, con riferimento alla raccolta differenziata, al recupero e alla valorizzazione degli spazi verdi urbani. Importante è stato anche il lavoro condotto sul fronte del risparmio energetico. A questo proposito, il riferimento va alle diverse installazioni di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici, all’utilizzo di lampade a basso consumo nelle strade cittadine, agli interventi di riqualificazione energetica di edifici comunali e alla prossima istituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

La Bandiera Blu, emblema di ambientalismo concreto

Anche la Bandiera Blu, è un risultato che rispecchia una tensione ambientalista concreta e non parolaia, determinando potenzialità di sviluppo turistico importanti se sapute sfruttare. Per non parlare dell’isola pedonale di Viale San Martino, che, dopo le polemiche iniziali, è apprezzata anche dai commercianti. Le piste ciclabili, poi, tanto dileggiate dal Centrodestra e dall’ingegnere Sciacca, cominciano a rappresentare un’opportunità che diversi messinesi cominciano a cogliere, nonostante ancora ci sia tanto da fare, con un approccio anche migliore.

Le linee strategiche per il PUG

Infine bisogna evidenziare che la linea strategica delineata nel documento preparatorio del PUG (Piano Urbano Generale) riflette un’impostazione basata sulla sostenibilità, sulla tutela del territorio e sul basso consumo di suolo, puntando a recuperare l’esistente anziché a realizzare nuove costruzioni. Così è avvenuto già, peraltro, con la scelta di collocare il secondo Palazzo di giustizia in due edifici di pregio inutilizzati e con la decisione di comprare appartamenti da destinare alle famiglie provenienti dalle aree di risanamento anziché edificare palazzoni-ghetto, come in passato.

Le polemiche sulla personalità di De Luca

Su queste tematiche non risulta che Hyerace sia mai intervenuto, anche per proporre critiche argomentate. La polemica ha riguardato, piuttosto, il Ponte sullo Stretto, questione sulla quale il PD messinese ricerca una configurazione identitaria in una certa misura tardiva. Ma soprattutto si è concentrata sulla personalità di De Luca e sul suo modo leaderistico di esercitare la sua funzione politica.

Al centrosinistra conviene valorizzare ciò che unisce

Ma se il Centrosinistra guarda alla possibilità di introdurre in Sicilia modalità di governo veramente orientate all’efficienza, alla legalità, allo sviluppo delle nostre ricchezze ambientali, culturali, paesaggistiche, frenando l’emigrazione e liberando imprese e start-up dalle lentezze spesso esasperanti della burocrazia regionale. Se vuole creare un contesto che favorisca gli investimenti e diventi terreno ideale per attrarre flussi di capitali anche stranieri. Se intende puntare davvero sull’economia del mare, non solo per offrire cibo e bevande ma per favorire decisamente settori ad alto valore aggiunto come la cantieristica navale e il settore degli yacht di lusso. Insomma, se il centrosinistra aspira a rendere i siciliani protagonisti di un destino consono alle grandi possibilità di una terra tanto feconda quanto oppressa da una politica tesa soltanto ad assicurare il privilegio dei suoi esponenti, non appare opportuno porsi in una condizione di presunta superiorità etica, sottraendosi ad uno sforzo di onestà intellettuale che consenta di riconoscere sinceramente i punti in comune più di ciò che divide.

L’errore del 2022

Alle prossime elezioni regionali conviene al centrosinistra evitare l’errore del 2022. Ha ragione Catanzaro. Quindi il contributo di una forza politica come Sud Chiama Nord, è un’occasione che la coalizione nel suo complesso deve ben valutare. Altrimenti finirà sempre col guardarsi l’ombelico senza riuscire a determinare non solo i presupposti di una vittoria ma soprattutto le condizioni per la rinascita della Sicilia. La nostra isola deve conquistare il posto di prestigio che merita nel mondo. Per farlo deve affidarsi a un progetto politico basato sulla dimostrata competenza, sulla generosità delle azioni, sul coraggio nel combattere il malaffare ovunque si annidi, su chiare connotazioni di progresso che consentano di accedere al futuro con successo. Altrimenti la stagnazione continuerà a soffocarci e la cattiva politica, che alligna dovunque, continuerà a prosperare.

Nella foto Catanzaro e Bonaccini dalla pagina Fb del parlamentare regionale.

5 commenti

  1. De luca a Messina a Taormina e oltre ha instaurato un sistema personalistico che drena risorse verso il partito attraverso la distribuzione di cariche e incarichi. A meno che il PD sia disponibile a foraggiare il sistema ionico, non vedo affatto come un’ altra entità politica, qualsiasi, possa allearsi con Sicilia vera, ScN, Ti amo saccoccia, ecc.

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  2. Cittadino sconvolto 9 Maggio 2026 14:51

    …. sono arrivati alla frutta…. evidentemente…

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  3. Franco Fabiano 9 Maggio 2026 15:10

    Signor Trimarchi, capisco il suo desiderio, anche legittimo, di vedere il SUPREMO De Luca “comandante in capo” della Regione Sicilia! Auspicando alleanze a destra e a manca. Al momento opportuno, tutti quanti lo “schiferanno” politicamente parlando. Purtroppo per lei e soprattutto per il fiumenisano, questo sogno, tale rimarrà… fatevene entrambi una ragione.

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  4. Osservatore polemico 9 Maggio 2026 15:32

    Non potrei essere più d’accordo di così con la penna di codesto illuminante e magistrale articolo. La situazione della nostra città è cambiata oggettivamente grazie a questa amministrazione ed invece di sfruttare l’occasione per riuscire ad ottenere i risultati che i valori del partito nazionale reclamano a gran voce, il pd messinese e tutte le forze di centrosinistra in questi anni hanno sempre portato a discussioni sterili in consiglio volte solo ed unicamente a screditare l’amministrazione, fare ostruzionismo e fare costantemente campagna elettorale. Questo è un atteggiamento che mi aspetto dalla signora Meloni o da Salvini di certo non dal PD che dovrebbe incarnare i valori identitari e culturali della sinistra e quindi essere sempre foriero di progresso, specie in una città con ferite aperte da più di un secolo

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  5. Beh, se l’obiettivo è raccogliere voti, allora…
    Ma se parliamo di valori, forse non ci sarebbe alleanza: centrosinistra, (come anche centrodestra), sono stati insultati, sminuiti ed altro, per poi essere elogiati e poi abbandonati, in un continuo gioco delle convenienze.
    Forse, sia Csx che Cdx dovrebbero isolare ScN e correre senza ScN, almeno per dignità politica.

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