Il ponte e i candidati: dal "ni" di Basile al sì di Scurria e il no di Russo e Sciacca

Il ponte e i candidati: dal “ni” di Basile al sì di Scurria e il no di Russo e Sciacca

Marco Olivieri

Il ponte e i candidati: dal “ni” di Basile al sì di Scurria e il no di Russo e Sciacca

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mercoledì 08 Aprile 2026 - 07:30

La grande opera divide chi aspira alla poltrona di primo cittadino. "Ma non dipende da chi guiderà la città", precisano sia Scurria, sia Basile. De Luca: "Tutele per gli espropriandi"

MESSINA – L’ombra del ponte sulle amministrative a Messina? Il ponte sullo Stretto al centro della scena politica? Anche se la scelta non dipende dal sindaco, i candidati si dividono sul tema.

Basile: “Il ponte? Priorità alle opere complementari”

L’ex sindaco, e ora ricandidato per Sud chiama Nord, viene accusato dal fronte no ponte di essere stato “ondivago” e non gli perdonano il “ni”. Così Federico Basile ha più volte spiegato la sua posizione: “Io do la priorità alle opere complementari. Opere che servono alla città, prima ancora della realizzazione del ponte. Acqua, strade e il completamento di arterie principali vanno affrontati in precedenza rispetto all’avvio della grande opera. Abbiamo fatto un elenco di 430 milioni di opere preliminari. Prima dei pilastri del ponte, ci aspettiamo viabilità alternative, strade, acqua e una serie di opere che dovrebbero preparare la città alla costruzione”.

E, di recente, Cateno De Luca è intervenuto sull’argomento: “Il ponte non lo stabilisce né il sindaco di Messina, né il Consiglio comunale. Ma non è pensabile che il sindaco di Messina, ovvero la città di Messina, non abbia l’autorevolezza, lo spazio di poter rivendicare un ruolo strategico in questa procedura. Ed è una vergogna che la città di Messina non sia nella società Stretto di Messina. E non è pensabile che ogni mese ci sia qualcuno che annuncia il taglio del nastro. A quanti tagli del nastro abbiamo assistito finora? Ma la vogliamo finire? E allora io mi calo nei panni di coloro che devono subire l’esproprio. Di quelle famiglie che hanno fatto una vita di sacrifici, che hanno scelto di stare in quel luogo, e non è possibile che qui si pensi alle esportazioni di massa”.

De Luca: “Una legge speciale per gli espropriandi”

Da qui la proposta di De Luca: “Con il parlamentare nazionale Francesco Gallo e la presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli abbiamo pensato a una legge speciale, prevedendo delle cose semplici. In primis coloro che subiscono l’esproprio devono avere la possibilità di continuare a vivere nel luogo in cui sono nati e hanno creato la loro famiglia. In quei paraggi realizzi gli immobili e glieli dai. Devi rendere meno doloroso il distacco. L’attaccamento alla casa è uno dei beni primari di tutti. L’identità e il collegamento con il territorio non hanno prezzo. Non puoi ricattare chi ha fatto sacrifici e devi offrire un’alternativa lì. Poi saranno gli espropriandi a scegliere se stare nella zona o andarsene. Assurdo che nessuno, tranne noi, ci abbia pensato”.

Scurria: “Il ponte non dipende dal sindaco ma Messina può diventare centrale in Europa già alla prima pietra”

E passiamo al candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria: “Come cittadino ho la mia idea sul ponte ma non credo che sia rilevante in questo momento. Io mi sto candidando a fare il sindaco di Messina. Per la prima volta c’è una legge dello Stato che ne prevede la costruzione. Basile ha ondeggiato sul ponte a seconda della convenienza. De Luca, a Monza, affermava indignato che soldi dell’Italia venivano destinati al sud d’Italia. Salvo poi tornare a Messina e dire: Ma io sono sempre stato a favore del ponte. Allora, questa storia di chi è a favore e di chi è contrario non mi appassiona. Io sono candidato a fare il sindaco di Messina. Da primo cittadino, Federico Basile non ha fatto tantissime cose, che avrebbe dovuto fare, e ha fatto tante scelte sbagliate su questo versante”.

E ancora: “Il ponte non avrà effetti positivi solo quando sarà costruito. Avrà effetti positivi il primo giorno in cui verrà messa la prima pietra. Messina diventerà, dal punto di vista dell’immaginario collettivo, il centro dell’Europa, del mondo, perché qui verrà costruita un’opera importantissima che non ha precedenti. Ma dobbiamo attrezzarci. Quando ci fermiamo ai favorevoli e contrari, siamo bloccati in una discussione che poteva avere un senso vent’anni fa. Dopodiché Messina, a proposito di sviluppo strategico, deve guardare allo Stretto e le opere compensative dovrebbero valorizzare quest’area metropolitana”.

Russo: “Noi fieramente no pontisti”

Contro il ponte, invece, la candidata sindaca del centrosinistra Antonella Russo: “Ho firmato il patto no ponte a Torre Faro (con l’altro candidato sindaco Gaetano Sciacca, n.d.r.). E, come candidata sindaca e come coalizione progressista, siamo fieramente contro il ponte sullo Stretto. Noi ci siamo per difendere la città da un progetto sbagliato e inutile. Ci siamo per un percorso alternativo di sviluppo sostenibile per l’area dello Stretto, che ne valorizzi il ruolo logistico, infrastrutturale e la bellezza straordinaria. Vogliamo concepire un’area metropolitana dello Stretto che includa le città di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria insieme”.

Ha ribadito a Tempostretto la consigliera comunale del Pd “L’ex sindaco Basile è stato un po’ di qua e un po’ di là. Sul tema ha ondeggiato parecchio. Non ha mai espresso la sua contrarietà alla grande opera, sostenendo invece che la città di Messina deve essere ascoltata. Anche la trasmissionePresaDiretta su Rai Tre ha certificato un dato di fatto, che smonta prese di posizioni ambigue assunte a fasi alterne da Federico Basile e Cateno De Luca. La coalizione di centrosinistra è l’unica contraria alla costruzione del ponte sullo Stretto. E sabato pomeriggio, in occasione della risicata manifestazione sì ponte, il candidato di centrodestra, civico con dietro i partiti di centrodestra, dov’era? La sua mentore (la sottosegretaria Matilde Siracusano, n.d.r.) era lì ovviamente. Perché Scurria non ci ha messo la faccia? In realtà, loro sono spaccati su tutto. Noi coerentemente contro il ponte (con una distinzione nel caso di Italia Viva, che non è no pontista, n.d.r.) e per un vero sviluppo strutturale. Il progetto di Salvini, inoltre, va ricordato, fa acqua da tutte le parti, come ha dimostrato la Corte dei conti”.

In particolare, la professoressa Mariella Valbruzzi, anima (con il marito Daniele Ialacqua) del comitato No ponte Capo Peloro, è candidata alla VI Circoscrizione proprio per il centrosinistra.

Sciacca: “Priorità alla messa in sicurezza del territorio”

Con posizioni no pontiste pure il candidato sindaco di Rinascita Messina Gaetano Sciacca: “Mentre l’ex sindaco Basile ha avuto una posizione ambigua, per non scontentare chi è a favore e chi è contro la grande opera, io ritengo che bisogna prendere posizione. Tu devi essere capace di dire sì o no e non dire. Se alimenti posizioni ambigue significa che vuoi attingere sia dai pontisti, sia dai no pontisti. Invece la gente ha bisogno di chiarezza, di verità, soprattutto da parte di candidati sindaci. Avere certezza di quello che vogliono e pensano di fare. Io ho firmato il patto no ponte perché la mia storia personale ha messo al centro l’ambiente e la messa in sicurezza del territorio. Come ingegnere capo del Genio civile, e in tutti i ruoli che ho svolto, ho sempre privilegiato l’ambiente, il territorio, la salvaguardia del territorio a Messina. E il ponte si inserisce in questo contesto. Prima di poter anche solo pensare al ponte, la priorità è la messa in sicurezza. Diamo normalità a questo territorio che soffre di patologie gravi”.

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Un commento

  1. serra salvatore 8 Aprile 2026 07:55

    MA QUANTE CAVOLATE DETTE DA TUTTE LE PARTI, E’ VERAMENTE NAUSEANTE ASSISTERE ANCORA AL CONFRONTO SU UN OPERA VOLUTA DA TUTTI I GOVERNI, DX, SX, CENTRO ECC. ECC., QUANDO ABBIAMO AVUTO LA POSSIBILITA’ DI CANCELLARLA X SEMPRE, EPOCA GOVERNO REGIONALE CROCETTA, CHE SI E’ FATTO?, SI E’ CONGELATA L’INIZIATIVA….MA GUARDA CHE PRESA DI POSIZIONE. LA VERITA’ RITENGO SIA UNA ED UNA SOLTANTO, LA QUESTIONE PONTE SERVE SOLO A DIVIDERE, POLITICAMENTE PARLANDO, SOLO X SCOPI ELETTORALI, NESSUNO MAI, HA ANALIZZATO DANNI E BENEFICI, NESSUNO HA MAI MESSO SULLA BILANCIA LE DUE COSE, QUESTO XCHE NN CONVIENE A NESSUNO. L’OPERA PONTE POTREBBE ESSERE SICURAMENTE UN MOTORE ECONOMICO MA NELLO STESSO TEMPO, SE NON GESTITO BENE, POTREBBE RIVELARSI UN DANNO PER LE DUECITTA’ DELLO STRETTO TALE DA COMPROMETTERE LE GENERAZIONI FUTURE. LA DOMANDA E’ UNA SOLA, LA NAZIONE ITALIA E’ ALL’ALTEZZA DI TALE OPERA? LASICAMO STARE SE IL GOVERNO CITTADINO PUò O NN PUò INCIDERE, A MIO GIUDIZIO FORSE E MEGLIO CHE NN METTA NEPPURE BOCCA STANTE I RISULTATI DELLE OPERE PUBBLICHE VISTE FINO AD OGGI IN CITTA.

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