Messina e il sindaco che verrà: 5 candidati e una città da conquistare - Tempostretto

Messina e il sindaco che verrà: 5 candidati e una città da conquistare

Marco Olivieri

Messina e il sindaco che verrà: 5 candidati e una città da conquistare

sabato 21 Maggio 2022 - 08:34

I candidati a sindaco e le loro idee per rilanciare Messina: dal Pnrr ai rifiuti e ai progetti di sviluppo e occupazione

MESSINA – Cinque candidati a sindaco e le loro idee per rilanciare Messina. Ieri il confronto promosso dalla Cisl e moderato dall’editore di Tempostretto Pippo Trimarchi – nella foto con i candidati e il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi – al teatro “Vittorio Emanuele” di Messina. Ricostruiamo il loro pensiero su alcuni temi chiave per il futuro della città.

Croce e il potenziamento della differenziata

Maurizio Croce, candidato della coalizione del centrodestra: “Della Giunta De Luca, salvo il risultato della raccolta differenziata. Si è attivato un sistema di raccolta differenziato, negli ultimi tre anni e mezzo, che partendo da una percentuale bassa è arrivato al 55 per cento. Il risultato va salvaguardato ma non basta. Noi siamo in un’epoca di economia circolare, in cui il rifiuto deve diventare una risorsa: ecco l’obiettivo per cambiare l’approccio nei confronti dei rifiuti”.

Sturniolo e “la disobbedienza per governare come alternativa alle coalizioni”

Luigi Sturniolo, candidato di “Messina in Comune”: “L’elezione di De Luca dimostra che la città continua a volere una rottura rispetto alle politiche delle coalizioni. Ha riposto fiducia in Renato Accorinti e poi in Cateno De Luca. Giustamente non si riconosce nelle coalizioni di centrodestra e centrosinistra una possibilità di futuro per questa città, rovinata dalle politiche nazionali di tagli ai Comuni. Non è andata bene con Accorinti e De Luca ma noi riteniamo che oggi, con noi, la disobbedienza possa diventare l’amministrazione di questa città”.

De Domenico: “Solo il lavoro di squadra paga a favore della città”

Franco De Domenico, candidato della coalizione del centrosinistra: “La vecchia amministrazione ha il merito di avere messo al centro il tema del risanamento ma proprio questo è l’elemento che ci dà l’idea di che cosa serva alla città. Serve unione perché i soldi sono arrivati nel momento in cui, a livello nazionale, tutti i deputati hanno fatto squadra a favore della città. Il risanamento era una funzione delegata della Regione, che però è stata assente per anni. Si è dovuto ricorrere a un finanziamento nazionale, nel momento in cui tutte le componenti della città hanno fatto squadra. Noi dobbiamo fare questo. Le istituzioni si devono parlare e non insultarsi”.

Totaro: “Recuperare la bellezza di Messina nella quotidianità”

Salvatore Totaro, candidato di Ftl (Futuro Trasparenza Libertà) e dell’Ucdl – Unione per le cure, i diritti e le libertà”: “La bellezza di Messina: ecco cosa va recuperato. Una bellezza dimenticata e noi candidati dobbiamo spingere gli astensionisti a partecipare al voto. Invitare a votare, a prescindere da chi si vota, come atto d’amore per Messina. Si tratta di un obbligo per noi candidati. Non chiederò voti a nessuno ma io farò conoscere alla gente il mio progetto. Qui ci sono cinque candidati di valore che meritano di essere conosciuti. Del passato salverei la città di Messina, che aspetta di rinascere e di andare avanti”.

Basile: “Il grande impegno nel risanamento finanziario”

Federico Basile, candidato a sindaco per Sicilia Vera e sostenuto da “Prima l’Italia”: “Sono fiero di tutto l’operato della Giunta De Luca. Va preso in forte considerazione il tema del risanamento finanziario avviato grazie al nostro lavoro. Se dal 14 giugno, il sindaco avrà una possibilità diversa di amministrare questa città, questo si deve al grande impegno nel risanamento finanziario. Il parco progetti, il reperimento di finanziamenti e la raccolta differenziata sono altri elementi decisivi del buon operato dell’amministrazione uscente. Adesso è necessaria la continuità amministrativa”.

Croce: “Un progetto concreto? Riqualificare con il Pnrr il borgo di Torre Faro”

Sottolinea Croce: “Molti investimenti di cui si parla riguardano il passato. La programmazione pregressa parte dal 2014. In Sicilia è partita nel 2016. La maggior parte degli investimenti erano già arrivati, da Masterplan a Patto per il sud. Oggi la sfida non è reperire altre risorse, che pure servono, ma far sì che questi finanziamenti diventino cantieri. Questa città ha bisogno di creare posti di lavoro e attrarre investimenti. Se il finanziamento non diventa cantiere, non abbiamo raggiunto alcun obiettivo. Dobbiamo dare un’identità vera e un’anima alla città. Continuare a parlare di ex fiera, zona falcata, temi che ricorrono da mille campagne elettorali, non porta alcun progresso. Con molti meno soldi, con il Pnrr, riqualificherei Torre Faro, trasformandolo in un borgo turistico, con centri sportivi e spazi all’aperto”.

Sturniolo: “Il Pnrr produce una barca di debiti e noi puntiamo su partecipazione e beni comuni”

Sturniolo: “Non si dice che il Piano nazionale ripresa e resilienza produce una barca di debiti per le nuove generazioni. La nostra idea è differente. Noi vogliamo una città che punti sulla partecipazione e sui beni comuni. Sul clima, sul paesaggio e sul patrimonio culturale: ecco su che cosa puntare. Il Comune deve creare quelle infrastrutture in modo che il mercato trovi l’humus per avviare delle attività. Noi avremo difficoltà a spendere i soldi del Pnrr entro il 2026. L’operazione finanziaria di cui parla Basile è minore rispetto a quella dichiarata, fatta sulle spalle dei lavoratori, tagliando 700 posti di lavoro. Oggi il Comune ha difficoltà a svolgere attività ordinarie, figuriamoci mettere in piedi un impianto progettuale. Noi abbiamo abbiamo bisogno di un’amministrazione che apra subito un tavolo con forze politiche, sociali, sindacali e i movimenti, affinché ci si metta d’accordo su due o tre priorità per la città. E allora forse ce la faremo a spendere i soldi entro il 2026”.

De Domenico: “Servono progetti nel segno di uno sviluppo duraturo”

De Domenico: “Occorre una visione di sviluppo per la nostra città. Il Pnrr è stato dato perché la nostra città ha un gap infrastrutturale e sociale palpabile. Bisogna indirizzare le risorse del Piano verso le direttrici che servano a colmare il divario. Per lo sviluppo economico sono fondamentali due condizioni: creare le condizioni per aumentare i posti di lavoro e valorizzare quelli esistenti. Occorre guardare alla capacità di attrarre capitale umano, investimenti reali e tecnologia. Non basta ottenere finanziamenti per poi creare scatole vuote. Serve un ambiente a misura di studi d’eccellenza e scuole a tempo pieno, ad esempio. Bisogna lavorare perché il livello della qualità della vita ritorni elevato e all’altezza di una Città metropolitana. Servono progetti che favoriscano uno sviluppo vero e duraturo”.

Totaro: “La mia proposta di uno sportello progettuale”

Totaro: “Io propongo uno sportello dove depositare proposte. Un serbatoio dove mettere dentro percorsi virtuali e virtuosi, idee e progetti. Fare questo, da parte di tutti gli enti, dai sindacati agli ordini professionali e gli industriali, significherebbe valorizzare Messina. Propongo bandi di concorso, per selezionare i migliori e mettere in condizione gli enti privati di capire le possibilità di investimento. Il Pnrr viene dopo perché questi soldi, e noi siamo già in difficoltà, sono tutti da restituire. Questa è come una scopertura bancaria ma noi dobbiamo lavorare con i soldi nostri e sui soldi che possono venire dai privati su cose fattibili. E ce ne sono tante. Gli investitori ci sono e vorranno investire su Messina se questa andrà a ridurre le pastoie burocratiche, che creano un blocco. Burocrazia che Impedisce d’investire su Messina. Il misto pubblico e privato è la mia soluzione. Spesso tanti investitori sono scappati da Messina: come vicepresidente di un consorzio, lo posso testimoniare in relazione a un progetto di riqualificazione della fiera di Messina”.

Basile: “La priorità? Una nuova rete idrica”

Basile: “In precedenza non c’era una progettazione: oltre ai 434 milioni del periodo 2014-2018, da noi recuperati, noi abbiamo ricevuto un altro miliardo, ricevuto con la progettazione da noi compiuta. Si tratta di un progresso notevole. 55 milioni per la ristrutturazione della Città del ragazzo, una cittadella del “Dopo di noi” (che riguarda chi vive condizioni di disabilità, n.d.r.), con creazione di posti di lavoro; dieci milioni per riqualificare Torre Faro, compreso il parcheggio delle Torri Morandi e una nuova viabilità; il progetto “Qualità dell’abitare” con Messina in testa alla graduatoria: tutti frutto di una nostra progettazione attenta, riconosciuta a livello nazionale. Che fare con i soldi del Pnrr? Ad esempio la rifunzionalizzazione della rete idrica. La gente deve avere l’acqua 24 ore su 24, senza motorini e altro. Bisogna normalizzare quello che a Messina non c’è”.

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