Condannata la conducente della Fiat che 6 anni fa compì la manovra vietata che costò la vita alla motociclista 34enne
Si chiude con la condanna il processo per la condanna per Giuseppa Dell’Acqua, che uccise Milena Visalli, la motociclista 34enne falciata dalla Fiat 600 guidata dalla donna. La giudice Concetta Maccarrone ha deciso la condanna a 2 anni per la donna, difesa dall’avvocato Salvatore Silvestro, confermando l’accusa di omicidio stradale. La Procura aveva invocato la condanna a 2 anni e 8 mesi.
Omicidio stradale, la sentenza
Si tratta del giudizio del verdetto di grado e la 75enne può ancora difendersi nei prossimi gradi di giudizio, la sentenza non è definitiva. Ma per i genitori di Milena, assistiti dall’avvocato Piero Luccisano, è un momento importante, non restituisce loro la figlia strappata troppo presto alla vita e al loro amore ma le tributa giustizia. L’epilogo tragico di quel 12 giugno 2020 infatti poteva essere evitato, ha stabilito il processo, se la conducente dell’utilitaria avesse rispettato le norme del codice della strada. La giudice ha disposto anche che la famiglia di Milena ha diritto al risarcimento del danno a carico dell’imputata e della compagnia assicurativa, che sarà stabilito nel processo civile.
Schianto fatale a Pace
Quel giorno Milena procedeva sulla litoranea nord cittadina in sella alla sua Honda quando impattò contro la 600 che aveva compiuto inversione ad U in un punto dove la segnaletica – striscia longitudinale continua -lo vietava. Selvaggia91, questo il soprannome da motociclista della ragazza, non fece in tempo ad evitare lo schianto che la sbalzò prima contro la ruota dell’auto poi sull’asfalto, dove gli uomini del 118 la trovarono ormai senza vita.
L’indagine sull’impatto
Decisive, per ricostruire l’incidente, le immagini di alcune telecamere in zona che hanno filmato Milena sopraggiungere, pochi istanti prima dell’impatto, con andatura regolare e col casco allacciato. Le testimonianze e gli accertamenti tecnici invece hanno stabilito che la Fiat aveva effettuato inversione ad U velocemente, in un punto vietato.
Nel nome di Selvaggia91
Marilena De Stefano, la mamma di Milena, non si è mai arresa al dolore e da quel giorno si è fatta parte attiva di moltissime campagne di promozione della sicurezza sulla strada condotte nel nome di Milena, soprattutto tra i ragazzi delle scuole. Proprio qualche giorno fa nella casa museo di Milena a Zafferia è stata presentata l‘associazione Selvaggia91 con la quale Marilena continuerà a portare avanti le iniziative.
vedi qui IL FUNERALE DI MILENA VISALLI

