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Opere pubbliche a Messina, il 2020 condizionato dalla Covid. Verso la ripresa

Marco Ipsale

Opere pubbliche a Messina, il 2020 condizionato dalla Covid. Verso la ripresa

giovedì 31 Dicembre 2020 - 18:00
Opere pubbliche a Messina, il 2020 condizionato dalla Covid. Verso la ripresa

Dal porto di Tremestieri alla nuova via don Blasco, dal viadotto Ritiro alla metroferrovia, dalla Zona Falcata alla Fiera. Messina attende le sue opere più importanti

I ritardi nelle opere pubbliche sono consueti in tempi normali, figurarsi in tempi di pandemia. Il 2020 è stato condizionato dalla Covid perché a marzo e aprile tutti i cantieri si sono fermati ma alcuni hanno avuto bisogno anche di altro tempo per rimettersi in marcia.

Porto di Tremestieri

Il simbolo dello stop è il porto di Tremestieri. Da marzo ad agosto tutto fermo, a settembre e ottobre la lenta ripresa, solo a novembre il cantiere è tornato a pieno regime. La consegna dei lavori risale al novembre 2018, la fine era prevista a marzo 2021, cioè tra poco, ma chiaramente il termine non sarà rispettato perché, tra gli intralci, di mezzo c’è stata anche una variante. Nuovo termine lavori fissato a ottobre 2022, altri intoppi permettendo.

Nuova via don Blasco

Il cantiere della nuova don Blasco era stato consegnato quasi in contemporanea, a dicembre 2018, e la fine lavori era prevista a marzo 2020. Lo stop per il confinamento, la ripresa dei lavori già a maggio ma a novembre l’avanzamento lavori era ancora al 41 %. Una lunga serie di ostacoli, anche in questo caso, e un nuovo termine a fine 2021. Appena tre giorni fa la fine dei lavori e la consegna del primo degli undici tronchi, il più semplice, gli 800 metri (su un totale di 3 km e 800 metri) di via Acireale. Il 2021 potrebbe essere l’anno decisivo ma è facile pensare che la marcia non sarà in discesa. In lavorazione 8 tronchi sui restanti 10, che potrebbero essere conclusi già a marzo, mentre per gli altri due bisognerà attendere almeno fine anno: il sottopasso di via Santa Cecilia e il cavalcavia tra via Tommaso Cannizzaro e via don Blasco.

Torrente Bisconte

I tempi contrattuali, per un motivo o un altro, non vengono mai rispettati. Così anche al torrente Bisconte, i cui lavori sono iniziati a ottobre 2019 e avrebbero dovuto concludersi ad aprile 2021. In questo caso, però, il ritardo pare molto contenuto. A luglio potrebbe essere tagliato il traguardo.

Mercato Zaera

L’obiettivo non è stato raggiunto nel 2020 ma manca pochissimo per l’apertura del nuovo mercato Zaera. La consegna a febbraio 2019, l’avvio dei lavori a maggio 2019, dovevano durare un anno ma qualche mese di ritardo è solito. Siamo ormai alla conclusione, i box sono stati assegnati appena venti giorni fa e a gennaio è prevista l’apertura.

Viadotto Ritiro e svincolo di Giostra

Ci spostiamo in tangenziale, su quel viadotto Ritiro che fa penare i messinesi ormai dal 2012. Sulla carreggiata lato mare sono stati posizionati 9 nuovi impalcati su 21, su quella lato monte ne sono stati smontati 6 su 21. Obiettivi? Concludere il lato mare a giugno e il lato monte entro fine anno. Anche per il Ritiro, dunque, il 2021 potrebbe essere decisivo. Un evento particolarmente atteso pure perché, al momento, è chiusa persino l’uscita di Giostra. E in questo contribuisce anche la mancata apertura dei due viadotti di collegamento diretto con l’Annunziata, che ora si scopre avere difetti di costruzione, una storia grottesca che abbiamo raccontato qui nei dettagli. Serve tempo per la progettazione, si spera entro maggio, poi la gara d’appalto e almeno tre mesi di lavori ma forse qualcuno in più.

Risanamento

Altro tema caldo è il risanamento, che deve fare rima con sbaraccamento. L’unica operazione completata, in tal senso, è quella delle 32 Case D’Arrigo, ma proprio alla vigilia di Natale sono arrivati dalla Regione 2 milioni e mezzo, fondi della vecchia e famosa legge regionale 10 del 1990. Camaro Sottomontagna, via delle Mura, via Macello Vecchio, Annunziata Alta e salita Tremonti. Si potranno liberare ben cinque aree, una volta che tutti gli abitanti avranno concluso il trasferimento nelle nuove case assegnate. E allora sì che sarà fatto un grande passo avanti.

Amam

I messinesi attendono di avere l’acqua in casa 24 ore su 24. Perché accada, però, è necessario portare a compimento diversi progetti. L’Amam se n’è finalmente dotata, ora servono i finanziamenti. Per alcuni sono già disponibili, come i cinque progetti del Masterplan: 1) lavori in corso per l’adeguamento degli scarichi fognari del canale Cassina, tra Grotte e Mili; 2 e 3) appena consegnati i lavori per la messa in funzione del serbatoio Montesanto 1 e per il depuratore di Mili. Tra un anno gli abitanti di quella zona potrebbero finalmente tornare a… respirare; 4 e 5) lavori aggiudicati, ma l’offerta è in fase di verifica, per la messa in sicurezza dell’acquedotto Fiumefreddo e per il progetto di ricerca idrica.

Isola pedonale Cairoli

Altre belle notizie arrivate proprio pochi giorni fa. Il decreto di finanziamento da 614mila euro per creare un unico piano di calpestio sul lato monte di piazza Cairoli, che si spera potrà presto andare in gara d’appalto, finalmente. Il progetto esecutivo era stato approvato a gennaio, è passato un anno invano.

Foresta di Camaro

Il via ai lavori per la foresta di Camaro, anche questo progetto vecchissimo, del 2005, con finanziamento del 2012. Entro il 2021 questo splendido polmone verde potrebbe finalmente essere rinnovato e a disposizione della città.

Zona Falcata

Zona falcata, dopo anni di immobilismo, qualcosa si muove. Sono stati sgomberati gli occupanti abusivi, demolite le superfetazioni ed è stata fatta una grande opera di pulizia, tra rifiuti ed erbacce, che non è ancora conclusa. Ora è tempo di caratterizzazioni e, al termine, si avrà finalmente un quadro chiaro sull’inquinamento e si potrà fare una stima dei fondi necessari per la bonifica dell’area. Obiettivo più a breve termine è quello di individuare un’area non contaminata da aprire subito al pubblico, la Regione ha promesso un finanziamento da 10 milioni di euro.

Fiera e lungomare Boccetta – Annunziata

A rilento, purtroppo, la riqualificazione del quartiere fieristico. I lavori sono fermi addirittura da un anno e quattro mesi. A gennaio, invece, è prevista la consegna dei lavori per la ristrutturazione del Teatro, con la speranza che questi procedano spediti. Il presidente dell’Autorità Portuale, Mario Mega, ha più volte detto che la Fiera è solo un tassello della prevista riqualificazione del lungomare Boccetta – Annunziata, a maggior ragione quando la rada San Francesco sarà libera dal traffico navale, con l’apertura del nuovo porto di Tremestieri. Ancora, però, siamo solo alle buone intenzioni, c’è solo l’idea di un concorso di progettazione.

Metroferrovia

Infine, ma non certo per importanza, la metroferrovia. A fine novembre è arrivata la notizia attesa da anni: dal prossimo 1 febbraio ci sarà un biglietto unico e abbonamento unico fra Trenitalia e Atm. A quel punto, finalmente, diventerà conveniente usare il treno negli spostamenti tra zona sud e centro città e viceversa. Ma attenzione perché non basta: gli altri due punti chiave sono l’integrazione coi servizi Atm, che non devono essere replicati, e l’accessibilità alle stazioni, tutte in buone condizioni all’interno ma alcune in pessime condizioni all’esterno.

(Marco Ipsale)

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