Di Paola: "Cambieremo la Sicilia, De Luca nel campo largo? È lui ad avere dubbi" L'INTERVISTA

Di Paola: “Cambieremo la Sicilia, De Luca nel campo largo? È lui ad avere dubbi” L’INTERVISTA

Marco Olivieri

Di Paola: “Cambieremo la Sicilia, De Luca nel campo largo? È lui ad avere dubbi” L’INTERVISTA

venerdì 26 Giugno 2026 - 09:00

Il coordinatore M5S conferma la sua candidatura alla presidenza. "Ma priorità a un patto sulle riforme. La Vardera è una risorsa del centrosinistra"

di Marco Olivieri

SICILIA – Nuccio Di Paola, coordinatore del Movimento 5 Stelle in Sicilia, lei si è proposto come candidato alla presidenza della Regione per il campo largo. E sostiene che le primarie, auspicate dal Pd, sarebbero divisive per il centrosinistra, come dimostra l’esperienza del 2022…

“Prima di tutto sostengo che bisogna parlare di temi, di quello che dobbiamo fare e delle riforme che vogliamo fare. Penso all’acqua, alla sanità, alla gestione dei rifiuti, al Welfare, al lavoro, alla povertà che in questo momento sta dilagando in Sicilia. Dobbiamo parlare di temi, e di quello che vogliamo fare, nella coalizione ma soprattutto con i siciliani. Questo è quello che subito va realizzato. ​Dopodiché, reputo normale che ogni forza politica possa proporre almeno un nome. Controcorrente ha espresso la disponibilità di Ismaele La Vardera. Nel Movimento 5 Stelle c’è la mia disponibilità. Il Partito democratico sicuramente farà una sua proposta”.

A pochi giorni dal confronto del centrosinistra siciliano, previsto lunedì alle 18 a Palermo, lei chiede dunque ai suoi alleati un confronto sul nome senza primarie…

“Ogni forza politica potrà avanzare una proposta. E io sono convinto che la sintesi vada trovata insieme, esaminando tutti gli aspetti. Saranno valutate la popolarità del possibile candidato del campo largo e anche l’intenzione di tenere unita la coalizione con una squadra che ci permetta poi di governare la Regione siciliana. E io sono convinto che ci riusciremo”.

In sostanza, lei invita il centrosinistra a fare presto un nome su cui convergere, con un programma per la Regione siciliana. E sembrerebbe che proponga a Ismaele La Vardera di fare un passo indietro dalla candidatura alla presidenza per proporsi come candidato sindaco di Palermo…

“​Progetti, programmi e nomi vanno di pari passo, in modo da arrivare sostanzialmente a una sintesi prima possibile su alcuni temi forti. Ma io non propongo a La Vardera di candidarsi alla guida di Palermo. Sono scelte successive. Dico che, considerando che come campo largo abbiamo vinto in diversi Comuni alle ultime amministrative, se vogliamo liberare la Sicilia, dobbiamo fare in questo periodo delle scelte importanti. Non solo individuare il candidato presidente più adatto ma anche i candidati sindaci per il 2027 in Comuni capoluogo come Palermo. Quest’ultima città non è meno importante della Regione”.

Controcorrente e M5S sono realtà omogenee. Qual è il suo giudizio su Ismaele La Vardera?

“Per me e per il Movimento 5 Stelle è assolutamente una risorsa. E sono convinto che, insieme con gli alleati, nel 2027 noi riusciremo a liberare la Sicilia e a governarla. E a governare insieme Comuni importanti, come in parte abbiamo già fatto nel 2026. Ismaele La Vardera è una risorsa del campo alternativo”.

E se il Pd insisterà ancora sulle primarie, come auspica il segretario regionale Anthobny Barbagallo, voi siete pronti anche a questo opzione? Si deciderà lunedì nell’incontro convocato dai dem?

“Le primarie sono uno strumento. In questo momento c’è la disponibilità di due personalità: la mia e quella di La Vardera. Nel corso del tempo, parlando prima di tutto di temi e facendo un patto sul programma, sarà individuata la soluzione giusta. Io credo che la sintesi si trovi facendo un patto di coalizione sul programma e su quello che vogliamo fare in tema di riforme. Sia io, sia La Vardera abbiamo a cuore la Sicilia. Ci saranno pure altri nominativi e li prenderemo in considerazione. Tutti insieme troveremo una sintesi. In primo piano la necessità delle riforme. Il patto fra forze politiche va siglato sulle riforme”.

La prima riforma da realizzare come campo largo in Sicilia?

“Sulla sanità. Il sistema sanitario di gestione è crollato. Lo abbiamo visto con tutte le indagini di corruzione e tutte le inchieste che ci sono in questo momento. I cittadini non riescono a superare le liste d’attesa e non è più possibile che la sanità venga divisa per logiche partitiche e politiche. Quindi sicuramente una prima riforma da fare è questa. E poi esiste la necessità di riformare il sistema dell’acqua e dei rifiuti, perché anche qui siamo al collasso totale. Penso all’inchiesta gravissima che è in corso sulla discarica pubblica di Timpazzo a Gela. E mi riferisco pure alle crisi idriche che continuano nell’isola, nonostante le abbondanti piogge di quest’anno. Qualcosa non va sia nella gestione dei rifiuti, sia nella gestione dell’acqua. Sono settori da riformare”.

Come valuta il centrodestra, con il rebus se sarà ricandidato il presidente Renato Schifani?

“Mi occupo poco delle logiche del centrodestra. Io vedo che sono totalmente divisi sui temi, perché ricordiamoci che in questi anni hanno fatto zero riforme qui in Sicilia. Proprio zero. Non sono riusciti a realizzare una riforma. Ecco perché lo scatto di orgoglio da parte del campo alternativo deve essere quello di unirci, invece, sui temi e sulle riforme. Perché è chiaro che il centrodestra si sta totalmente dividendo e dilaniando sui nomi. ​Io sono convinto, perché ho un ottimo rapporto con Ismaele La Vardera ma anche con gli altri alleati del campo alternativo, che noi ci uniremo sulle riforme e sui temi, lo ribadisco. E riusciremo a trovare una sintesi efficace”.

Il Movimento 5 Stelle, alle scorse amministrative a Messina, ha confermato la sua fragilità. La lista comune M5S e Controcorrente si è fermata al 3,05%. Come giudica questa debolezza? Teme in generale un progressivo indebolimento del Movimento?

“Alle amministrative abbiamo sempre sofferto, a maggior ragione questa volta con le dimissioni anticipate del sindaco Basile. Ora dobbiamo impegnarci nella provincia di Messina, e in tutta la Sicilia, a spiegare ai cittadini che cosa vogliamo fare come campo unito. Che cosa proponiamo come alternativa al centrodestra. Dobbiamo parlare ai delusi, a chi non va a votare. Per il referendum, in tutta la provincia, i messinesi hanno risposto in maniera compatta votando no. Quindi è chiaro che bisogna mettere in campo una forte proposta. E portare al voto quei giovani e tutti quelli che magari non vanno a votare perché non nutrono più alcuna speranza nel cambiamento”.

Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, va incluso o no nel campo largo?

“Questa è una domanda che va posta a lui. Mi sembra che De Luca abbia dei dubbi e che stia parlando, da quello che ho capito, con tutte le forze politiche”.

Ma lei lo vedrebbe, con ScN, nell’alleanza progressista? Non ha preclusioni nei suoi confronti?

“Oggi io vedo il campo alternativo così com’è, come è stato definito a livello nazionale e come lo stiamo definendo a livello regionale, con gli alleati che ci hanno permesso di governare nelle varie città. Ogni ulteriore ragionamento verrà fatto insieme agli attuali alleati”.


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Un commento

  1. arrivau n’autru scenziato del M5S……..ma si a voti cuntati quantu u dui i Mazzi quannu a briscula di autru segnu qualsiasi, ma vi cuntastu almenu nei comuni dove avete vinto ?? a Messina per es siete scomparsi come Forza Italia da altro lato ahahahahah ne avete coraggio ……..

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