L'intervista. Il candidato sostenuto dal centrodestra boccia su tutta la linea l'amministrazione. E racconta il suo progetto. "Basta anomalie"
di Marco Olivieri
MESSINA – Marcello Scurria appare galvanizzato e sicuro di poter battere la corazzata Basile/De Luca grazie al sostegno del centrodestra. Ma soprattutto è convinto che il suo profilo “civico”, come lo rivendica, sia quello adatto per essere scelto dai cittadini come sindaco di Messina. Passeggia nel centro città e nemmeno la pioggia lo scalfisce. Da pochi giorni è l’uomo designato dalla coalizione per contrastare il monocolore deluchiano e si muove con agio in questa nuova veste.
Avvocato Scurria, lei guida un movimento civico, “Partecipazione”, ma ora è il candidato scelto dalla coalizione di centrodestra. Lei si sente espressione del centrodestra o un candidato civico designato da questo schieramento per sfidare Basile?
“Intanto è una circostanza assolutamente inedita per Messina, soprattutto per il centrodestra. Dal 1994, fino alle recenti consultazioni elettorali, mai era stato scelto un candidato esterno. Di certo non vogliamo nascondere il sole con un dito: ho un rapporto di amicizia personale con la sottosegretaria e parlamentare Matilde Siracusano, che è sotto gli occhi di tutti. Matilde, che riveste importanti incarichi in Forza Italia, è stata la prima persona a sostenere pubblicamente la mia candidatura. Tuttavia, il centrodestra ha dato una risposta straordinaria a una situazione non normale”.
Quale situazione?
“La situazione che viviamo a Messina con questa anomalia della presenza di Sud Chiama Nord, che era nato come outsider rispetto alle coalizioni e che oggi invece è più che un partito. Ed è diventato un partito di potere. Un’anomalia intanto perché è un monocolore ma questo potrebbe non essere un problema. Anomalia perché forse non c’è nessun altro posto, tranne dove è sindaco Bandecchi a Terni, dove ci sia un unico partito che occupa il potere come è stato occupato da Sud Chiama Nord, al di là dell’essere un monocolore. E il centrodestra ha fatto un passo in avanti enorme”.
In che senso?
“Il centrodestra ha compreso che esiste una situazione straordinaria a Messina. E ha messo in campo una candidatura esterna ma che rappresenta i civici, i cittadini, quello che in questo anno si è in qualche maniera messo insieme. Peraltro i civici sono quelli che avvicinano i cittadini alla politica. Una cinghia di trasmissione che i partiti non fanno più. Poi una parte di questi probabilmente andrà nei partiti. E, sia chiaro, io ho massimo rispetto dei partiti, che garantiscono la democrazia in Italia”.
Ma “Rinascita di Messina”, guidato dall’ingegnere Gaetano Sciacca, ha rotto l’alleanza con lei e dovrebbe sostenere come candidato sindaco l’ex magistrato Giorgianni. Come mai? Non ha gradito il sostegno alla sua figura da parte del centrodestra?
“Bene, buona fortuna, sono contento se ci sono in competizione altri movimenti civici. Con quello di Sciacca abbiamo condiviso un lungo percorso. Con lui condividevamo l’idea di non essere autonomi, sufficienti per poter fare una candidatura da soli. E avevamo interlocuzioni, in particolare con il centrodestra, perché ritenevamo di poter essere più incisivi. De Luca ha vinto nel 2018 per le divisioni del centrosinistra e nel 2022, con Basile, per quelle del centrodestra. Dunque ha sempre vinto per gli errori degli altri. Sia io, sia Sciacca siamo sempre stati consapevoli della necessità di un’intesa con il centrodestra perché questo avrebbe potuto garantire una competizione. Però lui ha chiesto un ticket che oggettivamente, per chi sa un po’ di politica, non era possibile. Quando sigli un’intesa con i partiti di una coalizione non puoi pensare di imporre un ticket, con Sciacca vicesindaco designato. E lui l’ha posta come condizione imprescindibile”.
Prima parlava di occupazione del potere da parte di Sud chiama Nord. Non è una forza di governo a Messina?
“No, qua le mani sono su tutto. In una città in cui l’economia langue, il Comune di Messina è gestito come un’azienda. Ma non funziona esattamente così. La formazione del consenso è sotto gli occhi di tutti. Ad esempio in questo momento ci sono selezioni in tutte le partecipate. Ma, dato che tra pochi giorni non sarai più sindaco, avresti dovuto fermare le selezioni. Le regole democratiche vanno rispettate sempre. Non vanno solo predicate. Mi dicono che stanno convocando per il 26, cioè il giorno prima della scadenza, 100 vigili che sanno di non poter assumere. Però li convocano perché c’è la graduatoria degli idonei. Ma allora se c’è la graduatoria perché li convochi? Non solo questo. Vedremo ad aprile quanti dipendenti delle partecipate saranno candidati nelle liste di De Luca, il quale annuncia 9-10 liste”.
E il centrodestra che farà come liste?
“Nel centrodestra ogni partito farà una lista. Noi non moltiplichiamo le liste. Al contrario, la forza attrattiva di Sud chiama Nord non è sulla politica, è sul potere. Da tre mesi assistiamo a questi lunedì con la presentazione dei cosiddetti buoni risultati dell’amministrazione. Vengono pure presentate le adesioni di tante persone, che hanno tutto il mio rispetto, ma sappiamo tutti che c’è una forza attrattiva che va ben oltre la condivisione di programmi. Perché poi hanno tutti incarichi, più o meno. Non parliamo poi delle dimissioni di presidenti e cda delle partecipate”.
Che ne pensa?
“Neanche nel 2022 aveva fatto una cosa del genere. Le istituzioni calpestate dagli interessi del partito. In questo caso De Luca li ha chiamati all’ordine. Il sindaco, subalterno al suo capo politico, si deve dimettere perché, in vista del 2027, Cateno De Luca ha le sue strategie per le regionali e per le nazionali. Le partecipate le azzeriamo e probabilmente da qui a qualche giorno, dato che saranno tutti candidati, avremo degli amministratori unici, che ovviamente non possono fare nulla nell’arco di tre mesi. Quindi assistiamo alle istituzioni piegate agli interessi particolari di un partito. Cioè esattamente il contrario di quello che viene raccontato nella narrazione quotidiana e nella propaganda”.
Lei ha collaborato con De Luca ed è stato presidente di Arismè, Agenzia per il risanamento…
“C’è stato un impegno comune sul tema del risanamento. In questo Cateno De Luca era stato bravo perché aveva individuato le mie competenze in materia. Io portai Prodi a Fondo Fucile nel 2005. E il disegno di legge l’ho scritto io, quando era sindaco Buzzanca, e ho portato quest’esperienza nella collaborazione con De Luca. Ma soprattutto, con Matilde Siracusano, abbiamo condiviso la battaglia sul risanamento senza alcuna colorazione politica, in un’ottica trasversale, come ama sottolineare la stessa sottosegretaria. Diciamo che c’è stata una collaborazione a più mani fino a un certo punto. Poi si è cercato di modificare questo dato di fatto (stoccata a De Luca, n.d.r.). Quindi non c’è un padre. Ci sono più padri del risanamento”.
Si potrebbe accusarla di trasformismo: ultimo segretario dei Ds, Democratici di sinistra, e poi esperto del sindaco Buzzanca, Giunta di centrodestra. E, ancora, stretto collaboratore di De Luca per poi dimettersi da presidente di Arismè, in modo da approdare al ruolo di sub commissario al Risanamento, nominato dal presidente Schifani e su indicazione di Matilde Siracusano, di Forza Italia….
“Io non sono tesserato a nessun partito dal 2007 quando mi dimisi dai Democratici in polemica con Francantonio Genovese, l’uomo più potente della città, che da lì a poco sarebbe diventato segretario regionale e poi anche deputato nazionale del Pd. Io non condividevo nulla della gestione di Genovese. E ora mi si definisce candidato benedetto da Genovese…. Io ho agito da tecnico con Buzzanca e poi con De Luca”.
I big di centrodestra hanno dichiarato che la sosterranno. E le dichiarazioni a suo favore di Luigi Genovese hanno fatto discutere…
“Luigi Genovese è l’esponente di un partito della coalizione: Mpa-Grande Sicilia. Né può pagare, da trentunenne, per gli eventuali errori del padre”.
In ogni caso, respinge l’accusa di trasformismo…
“Il problema non è il trasformismo o le posizioni politiche. Il problema è cosa è stato fatto. E che ha fatto Marcello Scurria per Messina? Per la prima volta, ho fatto l’esperto del sindaco Franco Providenti nel 1996. Nel 1997 io sono stato il promotore del referendum sul nuovo approdo di Messina. Io e altri due professionisti: l’architetto Mariano Tornatore e il professore Giuseppe Fera. Quel comitato propose il referendum a Messina, che non si fece mai e che fu approvato da sei Circoscrizioni. Gli strumenti di democrazia non sono mai stati applicati nel Comune di Messina. Nel mio programma ci saranno. Ricordo pure che io e il deputato regionale Gioacchino Silvestro, con un’interrogazione parlamentare, abbiamo impedito, durante l’amministrazione Providenti, nel 1998, la costruzione della discarica di Portella Arena da parte della stessa società che l’ha realizzata a Mazzarrà Sant’Andrea”.
Lei rivendica dunque un’azione concreta per Messina, al di là delle varie collaborazioni…
“Sì. A quel tempo la raccolta delle firme ebbe un certo effetto. Abbiamo gettato una pietra nello stagno perché subito dopo, nel 1998-99, Saro Visicaro lanciò il movimento contro la presenza dei Tir in città, nato da una mia idea. Nel 2002, con il sindaco Leonardi e la dichiarazione dello stato di emergenza, si arrivò alla costruzione dell’approdo di Tremestieri. Successivamente partì l’idea della piattaforma logistica. A proposito della piattaforma logistica a Tremestieri, ci sarebbe molto da dire sulla cosiddetta buona amministrazione“.
Che intende?
“In questi otto anni che cosa è stato fatto? Nulla. E il Comune è stazione appaltante. Solo con la nomina di un commissario, grazie all’aiuto di Germanà e Siracusano, si sta cercando di accelerare”.
Torniamo al suo percorso politico negli anni…
“Vedo tanti censori ma il punto centrale, in relazione alla mia figura, è questo: cosa ha fatto Marcello Scurria per Messina. L’ecopass l’ho inventato io, ad esempio, durante l’amministrazione Buzzanca, con assessore Orazio Miloro. L’ex magistrato Angelo Giorgianni mi ha dipinto su Facebook come uno che non viene dai territori. Ma lui cosa ha fatto per i territori di Messina? Se io vado nelle zone abbandonate di Messina sanno chi sono”.
Ma lei perché si è staccato da Cateno De Luca?
“La separazione da De Luca nasce dagli atteggiamenti in campagna elettorale dopo le dimissioni da sindaco di Messina. Non mi è piaciuto come è stato utilizzato il tema del risanamento. Mi piace predicare bene e razzolare bene. Per me dare una casa a chi vive in questi contesti non è un regalo o un favore. È un diritto. Non ho apprezzato in particolare gli attacchi volgari a Matilde Siracusano e la lista dei baraccati. Io non ho neanche gli indirizzi delle persone a cui ho consegnato le case. E, senza polemica, il primo luglio del 2026 ho lasciato con dispiacere la presidenza di Arismè. Capivo che non potevo svolgere quell’attività con la nuova amministrazione Basile. Anche perché forse le cose sono anche peggiorate rispetto al periodo del 2021”.
La ferita della revoca come sub commissario al Risanamento, da parte del presidente Schifani, è stata rimarginata?
“Ormai sì. Io non mi sarei mai candidato a sindaco se avessi potuto continuare quel lavoro. Sul risanamento ho investito sette anni della mia vita. Una bellissima avventura. Quella revoca è figlia dell’accordo di allora tra Schifani e Cateno De Luca. Ma c’è stato un chiarimento”.
Qual è il suo giudizio sulle amministrazioni De Luca e Basile?
“Un fallimento. Il giudizio negativo è quello dei cittadini. Hanno avuto la possibilità di amministrare otto anni consecutivamente. Ne avrebbero potuti fare dieci, però loro sono campioni nell’anticipare la fine della legislatura. Dal 1992, con l’elezione diretta, mai nessun sindaco ha avuto questa possibilità. E c’è un’opera pubblica che si può ascrivere per intero a questa amministrazione in otto anni? Nessuna. Via Don Blasco, che non è dell’amministrazione attuale, è stata plurinaugurata, almeno con sette tagli di nastro, ed è ancora incompleta”.
Non è un giudizio drastico?
“No, oggettivo. Hanno ricevuto un’enormità di finanziamenti, che non ci saranno più, e abbiamo avuto il definanziamento di oltre 200 milioni di euro. Poi ci sono delle opere pubbliche che gridano vendetta, con l’unica vera opera pubblica, l’I-hub, è ormai perduta con i suoi 71 milioni di euro. Si è perduta un’idea, una possibilità, l’unica di sviluppo. L’allora assessora Carlotta Previti aveva trovato quei finanziamenti scippandoli al Comune di Bari, perché era in ritardo, e loro li hanno perduti. Lo spostamento dell’I-hub è un’invenzione di Basile. Quei 71 milioni non ci sono più. Quello spazio intanto è un immondezzaio,dopo aver presentato in Spagna questo progetto. E, invece, dall’I-hub siamo finiti al Sud Innovation Summit, dove si sono spesi 700-750 milioni, se ricordo bene, con risultati pari a zero. Il tutto per non parlare dei fondi Pinqua, Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, ormai perduti e della caserma Gazzi restitituita perché poi hanno scoperto che faceva parte del demanio marittimo”.
Lei si è battuto per la rigenerazione urbana, da sub commissario al Risanamento, ma sta ormai all’interno del centrodestra. Non è una contraddizione?
“No perché ci sono temi che appartengono a tutti. Da sub commissario in Calabria, con il presidente Roberto Occhiuto (uno dei leader di Forza Italia e compagno di Matilde Siracusano, n.d.r.), stiamo smantellando una tendopoli. E il governo, con il decreto Caivano, sta pensando alle periferie. La mia idea per Messina è quella del progetto CaBis, per Camaro e Bisconte, con un nuovo modo di vivere la città. E non solo risanamento. Vorre pure ricordare, e basta domandare al vicesindaco Mondello, che se il Comune è oggi proprietario delle Torri Morandi lo si deve al sottoscritto. E, tornando alla rigenerazione urbana, il recupero di una caserma come quella Nervesa e il Piano città degli immobili sono frutto del lavoro dell’ufficio del commissario al Risanamento. L’amministrazione teneva nel cassetto il Piano da un anno perché non avevano rapporti con l’agenzia del Demanio”.
In sostanza, lei boccia su tutti i fronti l’amministrazione Basile…
“Si dice che la città è cambiata. Possiamo focalizzare quali sono i cambiamenti? Intanto c’è un clima aggressivo e a questo si riferiva Matilde Siracusano quando parlava di dittatura”.
L’isola pedonale è un fattore di cambiamento…
“Nella zona della Dogana, trasformata stile Rambla di Barcellona, funzionerà. Le isole pedonali funzionano nei centri storici, non nei centri commerciali. Ma torniamo alla buona amministrazione. Non c’è un’opera pubblica iniziata che sia stata completata. ForestaMe è stato un disastro. La raccolta al 60% la pagano i cittadini, con aumenti da 45 milioni a 66 milioni. La riduzione della Tari? Inesistente. E soprattutto nelle periferie, abbandonate, ci sono tante carenze nella differenziata. In più siamo pieni di buche e altro che 33 milioni per rifare le strade. Sì e no ne arriveranno dieci perché bisognerà provvedere alla ripartizione dei 50 milioni per le tre Città metropolitane. Nel frattempo, la cura delle strade è stata delegata all’Amam, la società che gestisce l’acqua pubblica. Ma stiamo scherzando? E i lavori di costruzione della villetta Quasimodo sono stati assegnati a Messina Servizi. Queste società, altro che bancomat, hanno sostituito l’ente locale”.
Il trasporto pubblico è nettamente migliorato…
“Parliamo dei lavori del tram. Altro che un anno e mezzo. Siamo a fine febbraio e cosa abbiamo realizzato? 200 metri di viale San Martino. In più una società pubblica come Atm può pagare 900 mila euro di tasse nel 2025? Può fare utili? Può pagare 600 mila euro di tasse nel 2024? Allora io dico: ma perché dobbiamo tenere tutto il centro cittadino con le strisce blu? Ma perché dobbiamo incassare in tutti i posti e fare utile, pagando le imposte allo Stato? Ma almeno un mese, a dicembre, lascialo libero perché il centro soffoca, non si riescono a trovare parcheggi, c’è un’insufficienza di parcheggi”.
Vuole tornare al passato?
“Io non sono per tornare al passato, io sono per fare le cose bene e quelle che servono. Perché se io ho un finanziamento di 17 milioni di euro per fare parcheggi d’interscambio, e i parcheggi d’interscambio alla fine mi hanno ridotto le grandi arterie cittadine in budelli, che cosa ho concluso? L’amministrazione Basile ha fatto pena sulla viabilità”.
Insomma, lei non vede cambiamenti in senso positivo…
“I ragazzi continuano a partire, se non come prima peggio. Quali altri servizi sono cambiati? Sull’acqua stendiamo un velo pietoso. Quanto alla Messina Social City, quando finiranno i fondi extra bilancio ci troveremo 1300 assunti e non si sa come faremo. Si è creato del precariato elettorale. In ogni caso, noi stabilizzeremo chi ha diritto. Riguardo ai conti del Comune, non credo alla narrazione di Basile e mi piacerebbe visionare i reperti della Corte dei conti sui monitoraggi semestrali. I debiti attuali non sono 30 milioni di euro. Sono molti di più. Ci sono centinaia di creditori che non hanno fatto le transazioni. Quindi i debiti sono ancora là. E sui presunti cambiamenti posso continuare”.
Ha altre critiche alla Giunta Basile?
“Per gli eventi musicali, abbiamo utilizzato i soldi che dovevamo dare ai commercianti. Mentre la città soffoca, i commercianti sono con l’acqua alla gola. E per fronte mare ed eventi meteorologici non abbiamo speso nulla. Non si può dire che una città di 220mila abitanti è cambiata perché oggi viene garantita l’ordinaria amministrazione con trasporti e rifiuti. La verità è che io mi ritroverò un’eredità pesantissima, a partire dai conti del Comune. Noi stabilizzeremo chi ha diritto e non per ottenere consenso elettorale. Il Comune non può creare posti di lavoro, però può creare le condizioni per utilizzare le risorse al meglio e sostenere l’economia della città. Di sicuro va rafforzata la sinergia con l’università. L’amministrazione, invece, con i suoi provvedimenti, ha ucciso una parte importante della città: il centro”.
Ma il commercio non l’ha ucciso l’online?
“Non mi pare che ancora l’online prevalga sull’acquisto. In generale, si sono chiesti tanti sacrifici ai cittadini in termini di tasse locali. A proposito di differenziata, secondo me 66 milioni di euro, per una città come Messina, è una cifra mostruosa. Mi riferisco al costo complessivo per far funzionare il sistema di raccolta. Il tutto perché dovevamo fare il porta a porta spinto e ora si sta tornando indietro, con i finanziamenti per i cosiddetti cassonetti intelligenti. Ma se tu chiedi ai tuoi cittadini di pagare le tasse al massimo, perché non le puoi abbassare per legge, non ti vergogni di prenderti il massimo dello stipendio che, da 5.500 euro, nel 2022, è stato portato a 14.500 euro? Perché il sindaco non si è ridotto l’indennità? L’austerity va applicata prima di tutto su sé stessi. Io non ho niente contro i grandi eventi ma occorre buon senso. E non buttare 1 milione e 800 mila euro per il Natale. E non solo”.
Lei si ridurrebbe l’indennità da sindaco?
“Sì perché non campo di politica. Ci vuole sobrietà. Nelle partecipate, perché non pensare a un amministratore unico? Si può risparmiare. Le indennità sono tutte al massimo. Altro che le abolizioni promesse da De Luca. Oggi il direttore generale (Salvo Puccio, n.d.r.) costa 180mila euro (nel periodo del doppio incarico Comune e Città metropolitana, ora sui 137mila, n.d.r.). Abbiamo anche il capo di gabinetto (Emilio Fragale, n.d.r.), che fino a qualche giorno fa era amico di Genovese. E sarei io quello indicato da Francantonio Genovese…”.
Avvocato, non la preoccupa il condizionamento dei partiti del centrodestra?
“Non sono una persona condizionabile. Il centrodestra non è una caserma. Si ragiona in termini di coalizione. Ai partiti chiederò una rosa di nomi ma gli assessori li sceglierò io sulla base delle competenze. Conta l’unità. Lo ribadisco: De Luca ha sempre vinto per le divisioni e gli errori degli altri”.
Non teme che il centrodestra si voglia riprendere il potere con metodi e figure del passato?
“Questo vecchio ceto di potere non amministra il Comune di Messina dal 2012. Sono passati esattamente 14 anni. Dove sta tutto questo vecchio potere? Genovese ha amministrato Messina per 23 mesi Nell’amministrazione Buzzanca era presente l’assessora Pinella Aliberti, che purtroppo è morta, indicata da Cateno De Luca. Anche nella Giunta provinciale De Luca aveva un suo assessore. Lui è bravo a rifarsi una verginità politica ma, in realtà, è il più vecchio dei vecchi, non so quanti partiti ha cambiato. Io, come ho già ricordato, dal 2007 non sono iscritto a nessun partito”
Sul piano propositivo cosa farà se sarà eletto sindaco di Messina?
“Il programma nascerà da un confronto con il centrodestra. Ma ci tengo molto ad ascoltare i cittadini. Una stanza di vetro a Palazzo di Zanca, a pianterreno, servirà per ricevere i cittadini. Ascolto e trasparenza caratterizzeranno la mia sindacatura. Un ufficio speciale dedicato al ponte sullo Stretto, perché Messina non deve farsi cogliere impreparata, e il decentramento sono altre priorità. Bisogna dare risorse economiche e umane alla Municipalità. Basta accentramento del potere”.
Ci sarà nella sua squadra l’ex assessora Carlotta Previti?
“Ci siamo sentiti e verrà a Messina per dare il suo sostegno. Di sicuro è una grande risorsa”.

Dopo l’endorsement del piccole Genovese e chiarito che lui è totalmente estraneo alle faccende del padre….ma che te lo tieni a fare vicino? Che valore aggiunto può dare alla tua campagna elettorale?
Non penso che miri all’elettorato del papà (Genovese senior) altrimenti ti contraddici!!
E come, con il sistema Genovese? Grazie mille ma preferisco il “sistema De Luca”.
Alle molte cose esatte dette da Scurria, aggiungo la totale assenza dei vigili urbani nelle strade, e la totale indifferenza di questa amministrazione per i problemi di circolazione sulle strade messinesi, con i cittadini trattati da sudditi che devono subire in silenzio la confusione, l’indisciplina, e le buche vergognose (vedi fra le tante viale Vittorio Emanuele, zona statua di Nettuno, dove tutti coloro che passano da Messina, italiani e stranieri, possono portare felicemente con sè l’immagine della città lasciata dall’amministrazione Basile, solo buche e vere e proprie voragini).
NELL’ ATTESA DI LEGGERE LA CONTROREPLICA ,SICURAMENTE AL VETRIOLO🙄 ,PERSONALMENTE CONDIVIDO APPIENO OGNI SUA COSA DETTA PERCHE E’ CIO’ CHE PENSO IO DA CITTADINA NEI CONFRONTI DELLA VECCHIA E NUOVA AMMINISTRAZIONE 😖😤😡
sindaco di Messina tu forse fra 20 anni
Assodato che De Luca è “bommacaro” qualcuno mi spieghi su cosa Scurria non sarebbe bommacaro. Diciamo che nessuno gli nega qualcosa di buono fatto in passato ma al momento in questo lunghissimo articolo solo… io, io, io, io, io… come tutti!!!
Ma cosa nello specifico: i parcheggi sono fatti forse riporta le strada come erano? La differenziata è un dato di fatto forse rimette i cassonetti per strada? L’isola pedonale del viale è ormai in stato avanzato forse rifà i marciapiedi e l’asfalto? Potrei continuare. Come risolverebbe i cosiddetti danni causati negli ultimi otto anni io non l’ho capito. Scusatemi! Ma bommacaro per bommacaro meglio tenersi il vecchio perché del nuovo non si sa
“L’abbraccio mortale” di Fracantonio Genovese gli sarà fatale!
semu a mari…..ahahahahahahahahah non e che “l’uomo per tutte le stagioni sia meglio ” Concittadini svegliamoci…..proviamo almeno vedere se esiste qualcosa di NUOVO ……tanto peggio di cosi avi 60 e passa anni……
“Batterò il sistema di potere di De Luca/Basile.”
sarebbe auspicabile, ma praticamente impossibile!
certo se Schifani mandasse un commissario che oltre a gestire il corrente facesse le pulci ai conti del comune … potrebbero cambiare molto
Per rispondere a “cittadina perplessa”, cito solamente i presunti parcheggi dei viali Europa, Giostra e Papardo: non sono parcheggi (che si potevano fare con poca spesa inserendo delle semplici strisce blu), ma “GABBIE” metalliche che hanno reso impercorribili dei viali ampi ridotti a vicoli. Aree che dovrebbero servire in caso di calamità per far transitare mezzi di protezione civile, vigili del fuoco, ambulanze, e che sono stati ridotti a trazzere mettendo a rischio l’intera cittadinanza, ma che possono essere riportate all’origine. Si tratta di una responsabilità imperdonabile del duo Basile-Mondello, essersene infischiati delle esigenze di protezione civile (e anche solo di circolazione) soltanto per accaparrare il primo finanziamento che capitava, ed è accaduto in questo e in molti altri casi. Sono esempi che basterebbero da soli per non riconfemarli.
Ma lei esattamente prima che De Luca la riesumasse dove stava?
Cosa ha fatto per Messina?
Adesso si presenta come il nuovo che avanza e pretende di convincere i messinesi?
E se ancora non bastasse si fa sponsorizzare da pupi e pupette?
Doveva affiancare Basile e stoppare le inevitabili ambizioni di personaggi in cerca di autore.