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Quel che resta del piano strategico Messina 2020. Le opere in corso per la svolta

Marco Ipsale

Quel che resta del piano strategico Messina 2020. Le opere in corso per la svolta

giovedì 02 Gennaio 2020 - 13:32
Quel che resta del piano strategico Messina 2020. Le opere in corso per la svolta

Poco di concreto rispetto a quanto immaginato in passato. Ma una svolta può comunque arrivare con la via don Blasco, il porto di Tremestieri e il risanamento

MESSINA – Dalla piattaforma logistica di Tremestieri alla Cittadella della salute al Margherita. Dai nuovi porticcioli alla riqualificazione di Ganzirri, Capo Peloro e il Pilone. Da un nuovo lungomare alla Mortelle – Tono. Il piano strategico Messina 2020, presentato nel 2009 dall’ex assessore Gianfranco Scoglio, immaginava così la nostra città, un piano per sfruttare finalmente le tante potenzialità inespresse, per dare lavoro, infrastrutture e invertire il trend demografico negativo.

Oggi, che il 2020 è arrivato, di quei progetti c’è ben poco di concreto. Tanti, troppi, sono rimasti nei cassetti e non si è dato seguito alle previsioni. Oggi si punta sul Masterplan e sul Pon Metro, tante piccole opere che però insieme sommano un paio di centinaia di milioni di euro. E altrettanto c’è in ballo su pochi grandi progetti, anche questi in ritardo ma almeno finalmente concreti. Per la via don Blasco, il porto di Tremestieri, il viadotto Ritiro e il risanamento si vedono i primi risultati, anche se bisognerà attendere ancora prima del traguardo.

VIA DON BLASCO

E’ l’opera più avanti, che potrebbe vedere la luce a fine anno. Da contratto doveva essere pronta l’11 marzo, tra due mesi, ma gli intoppi, com’era prevedibile, non sono mancati. Prima di tutto il ritrovamento di un ordigno bellico nella zona di via Santa Cecilia, poi le verifiche più approfondite in tutta l’area per evitare casi simili. E la lotta con la burocrazia non finisce mai: i rapporti con Fs, il passaggio in Consiglio comunale per la priorità alle Case D’Arrigo in ambito risanamento. Sono proprio sul percorso della strada e la scorsa settimana sono state consegnate le chiavi delle nuove case ai 32 aventi diritto. Circa un mese per le utenze e i traslochi, poi potranno essere abbattute e così si potranno vedere i primi effetti del nuovo collegamento tra via Salandra e via Maregrosso.

E’ uno dei punti cardine, gli altri sono quelli tra via Santa Cecilia e viale Europa, con l’area della piccola velocità, viale Europa e via Salandra, dov’è stata espropriata la Rifotras, via Maregrosso e via Acireale, dove va abbattuto il muro della sede Atm e l’ex impalcato ferroviario. Tutte strade oggi scollegate che dovranno costituire un percorso unico.

Più semplici, invece, i tratti di via Acireale, che è stato di recente consegnato pur se con asfalto provvisorio, e della vecchia via don Blasco, a partire dal cavalcavia. Ed è qui che ci si concentrerà nei prossimi mesi.

PORTO DI TREMESTIERI

Viaggia in ritardo, circa nove mesi, anche il cantiere del porto di Tremestieri. La conclusione, in questo caso, era prevista a marzo 2021 ma slitterà almeno alla fine del prossimo anno. La prima sorpresa è stata la presenza di 20mila metri cubi di rifiuti nel sottosuolo, sono serviti sei mesi per la bonifica. Poi sono venuti fuori anche 700 massi artificiali e altro materiale “duro”, il “beach rock”. Si sono allora rese necessarie altre indagini e una variante strutturale, che avrà bisogno di un’autorizzazione sismica da parte del Genio Civile. La costruzione della nuova banchina, in pratica, potrà iniziare solo a marzo, a meno che non ci siano altri intoppi.

VIADOTTO RITIRO

Nel 2019 è stato concluso lo smontaggio della carreggiata in direzione Villafranca e, da poco, è iniziato il rimontaggio. Dal 7 gennaio, invece, via allo smontaggio dell’altra carreggiata, che comporterà l’uscita obbligatoria a Giostra per tutti i mezzi provenienti da Villafranca, il giro a 360 gradi sulla rotatoria appena realizzata, e il rientro tramite lo stesso svincolo di Giostra, bypassando il viadotto. Una situazione che si protrarrà fino all’intera estate con inevitabili disagi.

Ed a proposito di svincolo di Giostra, dal 20 aprile 2019 è finalmente aperto in tutte le direzioni. Quello svincolo, però, non è solo di Giostra, ma anche di Annunziata, tramite due rampe pronte da tempo e mai aperte. Almeno una delle due forse già dal 7 gennaio, per sgravare di traffico l’uscita obbligatoria. Ma l’amministrazione comunale è ancora perplessa e non c’è nulla di certo. Notizie, in un senso o nell’altro, sono attese a breve.

IL RISANAMENTO

Non riguarda la costruzione di nuove opere ma è un tema centrale per dare dignità a chi vive in baracca e per riqualificare zone degradate. Qualcosa, in realtà, si costruirà ancora, visto che è stato ottenuto un finanziamento da 9 milioni per fare 97 case in via Taormina. Ma il grosso dei finanziamenti riguarda l’acquisto di case sul mercato. 42 milioni di fondi Pon e Poc Metro, 14 dalla Regione, ad una media di 80mila euro a casa se ne possono acquistare fino a 700. Non le 2500 che servono ma comunque una svolta.

Il problema è che, finora, ne sono state acquistate appena 40, pur se dalla Regione è appena arrivato il via libera per acquistarne altre 57. Le prime 32 sono state consegnate agli abitanti delle Case D’Arrigo. Le altre priorità? 131 case per chiudere ben cinque zone e finalmente sbaraccare. Nell’ordine: 3 via Macello Vecchio, 14 Annunziata, 15 via delle Mura, 77 Camaro Sottomontagna, 22 Fondo Saccà. Subito dopo, 130 case per eliminare la baraccopoli vergogna di Fondo Fucile.

L’obiettivo sbandierato in un primo momento era di acquistarne 500 entro fine anno, poi 200, entrambi falliti. Tramite due bandi, al Comune finora sono state proposte 574 case. Di queste però, oltre alle 40 acquistate, 149 sono con iter in corso, per 118 non è stato raggiunto l’accordo economico, 13 erano in pessime condizioni, 254 ancora da esaminare.

Qualche mese di ritardo non farà la differenza ma l’impressione è che la strada non sia priva di ostacoli. Perché non è facile trovare case che abbiano l’agibilità e  tutti i documenti in regola. E quando si trovano, devono incontrarsi domanda e offerta…

(Marco Ipsale)

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Un commento

  1. Sempre conciso e sulla notizia Ipsale. Niente battutine vigliacca ifinta ronia. Bravo

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