Messina e i suoi figli, un 2021 di storie tra chi va via e chi torna o resta - Tempostretto

Messina e i suoi figli, un 2021 di storie tra chi va via e chi torna o resta

Giuseppe Fontana

Messina e i suoi figli, un 2021 di storie tra chi va via e chi torna o resta

venerdì 31 Dicembre 2021 - 18:00

Tanti hanno coronato i propri sogni lontano, tanti altri tornando in città. Messina sforna talenti e deve imparare ad apprezzarli, dando opportunità ai tanti giovani che possono aiutarla

Messina, Italia, Europa, Mondo. Negli ultimi mesi vi abbiamo portato in giro per la città, la nazione e oltre confine, per raccontarvi le storie di alcuni dei tanti messinesi che hanno lasciato lo Stretto. Chi inseguendo un sogno, altri per trovare la propria strada e altri ancora per tornare e ritrovarsi qui, a casa propria. Lo abbiamo fatto per tanti motivi precisi, spesso strettamente connessi l’uno all’altro. Ci fa rabbia vedere andare via ogni anno tanti giovani, quando questa partenza è dovuta all’esigenza di volersi ritagliare uno spazio che qui non c’è. Una Messina che nel tempo non è riuscita a sfruttare a dovere il potenziale di centinaia di ragazzi, si lascia scappare ogni giorno talenti nei campi più svariati, “prodotti” della propria terra che fanno fortuna altrove e che, va sottolineato, a volte riescono a sfondare e sognare anche qui.

Ivan in Rinascente, Noemi e quel sogno Rai che si realizzerà a breve

Abbiamo parlato di Ivan, del suo lungo viaggio alla scoperta di una nuova prospettiva. L’ha trovata a Milano, con tante esperienze lavorative e una carriera decollata fino a un ruolo di alto livello in Rinascente, azienda tra le più celebri in Italia. E con la sua storia abbiamo raccontato anche della sua rabbia per “non aver avuto la possibilità di poter sfruttare le mie capacità per poter aiutare la città a crescere, dando il mio contributo”. E dalla rabbia siamo passati al sogno di Noemi, che qui non avrebbe potuto inseguire perché troppo lontana da quegli studi Rai che, adesso possiamo dirlo, l’hanno accolta e la vedranno protagonista dal 5 gennaio. La 21enne messinese, ormai di casa a Roma, sgomita tra i “banchi” di Skuola.net e ora apparirà su Rai2: l’avevamo preannunciato qualche mese prima che accadesse, quel sogno ora diventerà realtà. Appuntamento alle 8.45 del 5 gennaio con Ci vuole un fiore – Italian Green.

L’arte meravigliosa di Virginia e Lelio, la forza di Giuseppe e l’occhio di Danilo

L’arte di Virginia e Lelio passa, invece, dalla matita. Diversi, senza dubbio, nello stile, nel percorso, nei sogni, eppure simili a un occhio poco attento. Della prima, fiorentina d’adozione, vi abbiamo raccontato il successo strabiliante della sua “Virgola”, un vero brand amato a livello nazionale e non solo. Del secondo, visceralmente legato allo Stretto, vi abbiamo spiegato il modo in cui riesce a raccontarla tramite i suoi fumetti, con cui vuole dare un nuovo modo di vedere Messina non solo all’esterno ma anche a chi la abita. Due artisti di successo nei rispettivi campi, come auguriamo di diventare al regista Danilo, anche lui con il sogno di poter raccontare (e tornare) la sua terra, e al direttore d’orchestra e musicista Giuseppe, che qui a Messina ha creato una vera oasi musicale in un quartiere non semplice come Giostra.

Martina e Marzia tornano e vincono. Roberta porta Messina negli USA

C’è poi chi ha deciso di tornare, di rischiare, e ha vinto. Ne sono due esempi Martina e Marzia, diverse ma simili, nelle idee e nel percorso: da una parte la riscoperta della tradizione, tornando a quell’arte tessile e alla merceria della nonna; dall’altra il sogno di una fattoria urbana poi realizzata a pochi passi dal caos cittadino. Erano due sfide, le loro: le hanno accettate e portate a termine. Ora le rispettive attività funzionano, crescono e rendono anche Messina un posto diverso. Un destino simile a quello di Daniele, rientrato in territorio peloritano dopo aver acquisito fuori ciò che cercava: le competenze per creare la sua “fabbrica” digitale. Che funziona, anche lavorando da qui, a Messina. Una Messina portata dall’altro lato del mondo, invece, da Roberta e dalla sua “Nonna Francesca”, con la cucina nostrana a finire nelle case dei vip e a ritagliarsi il ruolo di primo piano che merita tra Los Angeles e New York. Cultura, prima che semplice cucina, sempre più apprezzata nell’est e nell’ovest degli Stati Uniti.

Messina in giro per l’Europa e fino a… Mercurio

E per raccontarvi queste storie abbiamo girato anche l’Europa. C’è stato un Gaetano in Svizzera e poi ancora un altro Gaetano a Bruxelles, uno intento a costruire la propria agenzia di marketing e a insegnarlo nelle università di Lugano, l’altro al Parlamento Ue, specializzando in fondi europei. Entrambi sperano, un giorno, di poter aiutare la propria terra ad elevarsi almeno un po’ per dare opportunità a chi vuole restare, invece di andare. Federica dalla Gran Bretagna ci ha insegnato a cambiare prospettiva, a non arrendersi e a non doversi mai “accontentare”, mentre Antonio, anche lui dalla Commissione europea e dal Belgio, è addirittura manager della Pfizer e combatte per “inclusione e diversità”. E poi, dall’Europa, ci siamo spostati a Roma per partire nello spazio. O meglio: è Valeria che ogni giorno, con il suo ruolo di astronoma planetologa esperta in esosfere, spedisce Messina fino a Mercurio. La sua storia ci insegna che per quanto possa sembrare difficile qualcosa, rimboccandosi le maniche, studiando e lavorando con caparbietà si può arrivare davvero fin su nello spazio.

Raccontare Messina in modo diverso

E tra le storie dei messinesi ve ne abbiamo raccontata anche una di una ragazza che messinese non è, ma che ama Messina profondamente, forse anche più di tanti suoi “figli”. Paola, passata da qui per poco, pur avendo girato il mondo, è rimasta legata allo Stretto, agli scorci della città, ai sapori, ai profumi, ai colori. La difende come fosse la sua da chi “parla solo per denigrarla” e vuole tornarci per vivere, magari più in là. Ci ha spiegato i motivi, ci ha parlato a cuore aperto e ha chiesto ai messinesi di cambiare il modo in cui la si racconta: “Vorrei che i messinesi avessero lo stesso orgoglio che io, da messinese di cuore anche se non burocraticamente, mi sento di avere”. Chiede a chi ci vive di raccontare la città in modo diverso e noi, con queste storie di chi da lontano non fa altro che amarla, ancora e ancora, vogliamo continuare a dare un’altra immagine, ad arrabbiarci per chi deve andare via, ad applaudire chi corona i propri sogni, che sia lontano o a “casa”, e ad ammirare chi porta Messina sempre in alto, qui o in giro per il mondo.

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